Don Luigi Ciotti: «Ciao Maurizio con te abbiamo fatto nascere Libera»

Non solo giornalismo ma anche impegno civile e lotta alla mafia con Libera, nella vita di De Luca. Ecco il ricordo di don Luigi Ciotti: «Credo di avere capito che per cercare di fare bene ancora questo mio mestiere, si deve essere soprattutto fedeli alla memoria. Anzi essere davvero memoria. Che diviene coscienza e che pretende di essere, come è giusto, scelta consapevole». Sono parole che Maurizio De Luca scriveva in "Dalla parte di Libera" un testo uscito nel 1995. Sono parole che dicono con grande forza cosa fosse per lui il mestiere di giornalista: responsabilità, impegno, ricerca di verità. Ho conosciuto Maurizio in quegli anni. Sin dall'inizio, da autore d'importanti inchieste sulle tangenti, sulle mafie, sui troppi lati oscuri del potere, è stato un compagno di strada di Libera. Ci hanno aiutato moltissimo la sua capacità di analisi e di sintesi, la sua intelligenza e la sua competenza. Ma non meno colpiva di lui il tratto umano. Maurizio era una persona discreta, delicata, priva di ogni supponenza e distanza. Come tutti i veri maestri, non aveva bisogno di mettersi in cattedra perché si considerava uno che dalla vita non avrebbe mai smesso d'imparare. E soprattutto era una persona generosa, Maurizio, pronta sempre a spendersi, a dare una mano. Per questo ricordarlo non può essere un atto di circostanza. Non c'è anzi modo migliore di ricordarlo che fare propria la sua definizione di memoria. Ricordare Maurizio è essere la memoria di Maurizio. Tenere vivi nei nostri comportamenti, nelle nostre scelte quotidiane, il suo impegno, la sua onestà, il suo desiderio di giustizia. Ciao Maurizio, ciao amico», afferma don Luigi Ciotti (nella foto in alto). Qui in Veneto, Libera è guidata da don Luigi Tellatin, parroco di Facca a Cittadella che nel 1995 ospitò a Piazzola sul Brenta la prima uscita pubblica dell'associazione antimafia con un convegno cui parteciparono, oltre a don Ciotti, Giancarlo Caselli e Rita Borsellino (nella foto). A moderare il dibattito fu Maurizio De Luca. «La sua qualità migliore? Cercava la verità e la giustizia e con le sue parole sapeva raccontare con grande sensibilità i fatti della vita. Era coraggioso nelle denunce della ingiustizia e si batteva per il rispetto della dignità delle persone. Partiva da Roma in treno e arrivava ai convegni con un'auto e non chiedeva mai i rimborsi spese. Anzi, era Maurizio ad offrire la pizza», dice don Tellatin.