«Così ho realizzato il mio sogno di volare»

LOVA Volare è sempre stato il sogno di tutti gli uomini. La conquista diretta del cielo, contando quasi tutto sulle proprie capacità, parte da origini mitologiche con Icaro, sino al moderno salto dalla stratosfera dell'austriaco Felix Baumgartner con un volo di circa 39 chilometri. Quella indiretta, per mezzo di artifici meccanici, vanta preziosi precedenti storici. Luca Biasiolo, del Gruppo Aeromodellisti Piovesi di Lova, ha conquistato titoli e premi diventando campione Autonomy categoria Standard per tre volte di seguito sino al 2013 e piazzandosi secondo nel primo appuntamento del 2014 a Molinella (Bo) con il suo aliante. Biasiolo, da più di venti anni appassionato aeromodellista, si avvicina a questa nuova formula Autonomy F5J praticamente sin dalla sua creazione nel 2009 e, con abilità e precisione, diventa subito uno dei suoi massimi esponenti nella categoria standard. Questa formula è una gara di motoveleggiatori elettrici con peso, dimensione e motore liberi. La batteria deve essere proporzionale al peso del modello. Il fine è compiere il maggior numero di voli di sei minuti in un tempo di 3,5 ore, senza ricaricare le batterie. Dopo ogni volo di almeno sei minuti è possibile guadagnare 40 punti con un atterraggio di precisione in un cerchio di 10 metri di diametro. I concorrenti volano contemporaneamente potendo così confrontarsi come in un gran premio. «Perché la similitudine che più mi viene in mente quando gareggio», racconta Biasiolo di ritorno da Molinella, «è proprio quella con la Formula Uno. Stesso il rapporto con la tua macchina, per l'accuratezza nel sistemare motore e monoposto, stessa la tensione dei voli come nei giri di pista, stesso il rapporto con il tempo». Sino alla vittoria finale. Alessandro Torre