Mestre, via Bissa e via Bissagola Perché questi nomi

Vi sono due strade a Mestre con un nome decisamente curioso, via Bissa e via Bissagola. I due singolari toponimi farebbero pensare che esse presentino un tracciato particolarmente sinuoso, simile a una biscia, mentre in realtà le curve sono poche e poco accentuate. Dunque, se tali denominazioni non derivano dalla loro conformazione da cosa hanno tratto la loro origine? La risposta si può ricavare, con relativa semplicità, dall'esame delle mappe storiche che ritraggono un fiume il quale, con un percorso curvilineo, congiunge Mestre all'antica Marghera (attuale forte omonimo: il Marzenego. Non solo. L'attuale stradario di Mestre riporta con grande evidenza un corso d'acqua posto tra via Bissagola e il canale Osellino che in realtà, in quanto tale, non esiste; lo stradario risulta tuttavia utilissimo per scoprire quello che rimane dell'antico fiume. Inoltrandosi tra i prati e osservando attentamente il terreno potremmo scorgere il tracciato meandriforme di quello che oggi appare un fossato seminterrato ma che un tempo era un'importante via navigabile lungo la quale si trovava il Porto di Cavergnago, dotato probabilmente di cavane, cioè di fosse perpendicolari al corso del fiume, al riparo dalla corrente dove si svolgevano le operazioni di carico e scarico delle merci. (Brunello in Quaderno CSSM 7-8 Pag. 40). Tali fosse potrebbero coincidere con quelle linee perpendicolari all'alveo del Marzenego riportate nella famosa mappa dello Scalfuroto del 1781. Quest'area, che ospita il "Paleoalveo del Marzenego", è da considerarsi un sito prezioso dal punto di vista geologico, storico e botanico nel quale si conservano specie floristiche rare e attorno al quale si sono rinvenuti vari reperti archeologici d'epoca preistorica, come un monile e una punta di freccia, e di epoca romana tra i quali spicca un frammento scultoreo raffigurante un fauno-satiro. (http://www.terraantica.org/tag/porto-cavergnago/) La via Bissagola, lunga attualmente circa un chilometro, potrebbe essere stata inoltre solo una porzione di un antico itinerario, individuabile oggi nella strada regionale Castellana che, partendo da Asolo e passando per Castelfranco, giungeva fino a Mestre. Questa lunga via, che costeggiava il Marzenego-Musone, potrebbe risalire alla preistoria, nata come percorso funzionale alla caccia ed alla transumanza per poi divenire strada militare-commerciale con la presenza di vari castelli, da cui il nome di Castellana. Il fiume, che scorreva parallelo a tale via, nel 1500 sfociava a Marghera attraversando il grande ponte cinquecentesco, attualmente esistente all'interno del forte, sotto le cui arcate transitavano le imbarcazioni. È possibile che, ammirando di notte la mole possente del ponte, l'acqua ricominci a sgorgare da sotto le sue arcate, che le barche ritornino a transitare e che il nostro sguardo ripercorra l'antico tracciato fluviale incrociando mulini, dogane e castelli: questo grazie ai prodigi della toponomastica e della fantasia. * Associazione Valdemare