«I nazi-animalisti vorrebbero far fuori i malati come me»

di Fabiana Pesci wPADOVA «Non sono animalisti. Sono nazi-animalisti. Alcuni di loro vorrebbero rinchiudere i malati come me in un recinto. E poi farli fuori tutti. Mi ricordano un personaggio storico del secolo scorso». Caterina Simonsen non ha paura, lotta. Lotta da anni contro quattro malattie genetiche rare, che la costringono a vivere attaccata a un respiratore. Quelle patologie ora se la sono presa con uno dei suoi polmoni. Venerdì Caterina, padovana, studentessa di Medicina veterinaria a Bologna è tornata in ospedale: un'altra crisi respiratoria, un'altra polmonite. È ricoverata all'ultimo piano del monoblocco dell'azienda ospedaliera della città del Santo, nel reparto di Pneumologia. È riuscita a passare il Natale con la sua famiglia, ma Capodanno no. Sarà sola, perché non può nemmeno ricevere visite. Il respiratore rende la sua voce affannosa, ma non le toglie grinta, non nasconde i suoi occhi grandi, azzurri, pieni di speranza. Caterina difende la ricerca. Difende «i test sugli animali, necessari alla vera ricerca». Lo tsunami di insulti che l'ha investita dopo che il suo post ha fatto il giro del web non l'ha spostata di un millimetro. Ti aspettavi una reazione del genere? «Immaginavo che avrei scatenato polemiche, ma mai avrei pensato che certe persone arrivassero a tanto, ad augurare la morte. Speravo che le persone fossero più razionali, meno ipocrite. Se la prendono con chi difende i test sugli animali e poi ingoiano farmaci che sugli animali sono stati testati. Penso che sia giusto che l'Aifa, l'agenzia del farmaco, imponga di scrivere bene in grande che i medicinali sono stati testati sugli animali, per una scelta consapevole». Cosa pensi di chi ti ha offeso, persino minacciato di morire? «Penso che siano degli ignoranti, non nel senso di imbecilli. Sono proprio persone che ignorano come stanno le cose. È buffo che non sappiano che il farmaco veterinario con cui salvano il loro cagnolino è a sua volta testato su altri animali». Perché hai deciso di esporti a favore dei test sugli animali? «È una decisione che ho preso con il cuore quando il partito animalista europeo se l'è presa con Telethon, con i ricercatori. Non si può infangare il nome di Telethon, di chi sostiene la ricerca scientifica che dà risultati. E quei risultati sono vite salvate» Tu credi nella ricerca scientifica? Certo che credo nella ricerca. Ma in quella vera, nella ricerca scientifica. Per natura mi schiero contro Stamina, il metodo ideato da Davide Vannoni, costruito da persone che per vie traverse richiamano le masse senza risultati, solo con la forza delle masse». Tu sei vegetariana, studi Veterinaria, credi nei test sugli animali. Eppure hai gli animalisti contro. Come è possibile? «Chi mi ha attaccato non sono gli animalisti, ma quelli che io chiamo i nazi-animalisti. Persone estremiste, radicali, che però spesso non sanno nemmeno quello che dicono» Hai ricevuto insulti, ma anche tanta solidarietà. «Io non mi sento affatto sola, non mi sento abbandonata. Ho ricevuto la solidarietà e il sostegno di tantissimi ricercatori, amici che studiano veterinaria come me. Continuerò a sostenere la ricerca, le scelte consapevoli, l'abbattimento dei muri dell'ignoranza che ancora creano situazioni come quella che sto vivendo io».