Esuberi di Ata Italia Usb lancia l'allarme

Il sindacato di base Usb torna a dare l'allarme per la procedura di riduzione del personale di Ata Italia, una delle tre società di handler che operano all'aeroporto Marco Polo di Tessera e che poche settimane fa è stata al centro di uno scontro sindacale, con un giorno e mezzo di sciopero dei bagagli, che ha portato al taglio o dirottamento di decine di voli. «Capisco la necessità di prevenire i licenziamenti annunciati da Ata Italia con un accordo condiviso che, prendendo atto della situazione di crisi dell'azienda, tuteli il futuro occupazionale e di reddito dei lavoratori», spiega Gianpietro Antonini responsabile di Usb Venezia. «Ma è singolare e preoccupante che il 19 dicembre scorso sia stato condiviso e sottoscritto, non un'ipotesi di possibile accordo da sottoporre all'attenzione del Ministero del lavoro, bensì un verbale di accordo sindacale steso preventivamente nel quale si dice testualmente che il giorno 23 dicembre seguente, presso la sede del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, si sono incontrati e hanno steso l'accordo. Si tratta di un atto grave e preoccupante perché dà un segnale inequivocabile: si va davanti ai rappresentanti del ministero del Lavoro senza verificare se ci siano condizioni di maggior tutela dei lavoratori a partire dal fatto che i lavoratori occupati da Ata Italia oggi, non il 15 novembre, risultano essere non più 173 ma 173 meno i 31 che dal 1° dicembre sono passati alle dipendenze dell'Handler Gh che ha acquisito i voli di Air France/Klm. E dall'1 gennaio 2014 altri 15 lavoratori transiteranno in Avia Partner a seguto dei voli della Turkish Airlines. Quindi non si parla più di 173 lavoratori occupati in Ata, ma di 127 dipendenti, quindi diventa difficile credere che ATA possa sostenere che 100 di questi sono un esubero, come è scritto nel verbale preventivo».