Servono undici bacini di laminazione caccia agli oltre 300 milioni necessari

CALDOGNO. Il bacino di Caldogno è solo il primo di una serie di sei invasi la cui procedura amministrativa è attualmente in corso, dopo l'alluvione del 2010. Ma altri cinque sono ritenuti necessari. Il volume complessivo degli 11 bacini è di poco più di 60 milioni di metri cubi e gli ettari interessati più di ottocento, per un costo complessivo di 316 milioni di euro. Il più importante è quello di Caldogno, sul torrente Timonchio, che ha una capacità di invaso pari a 3,8 milioni di metri cubi, una superficie di 105 ettari e un costo di 46 milioni di euro. Viene subito dopo l'intervento di adeguamento dei bacini demaniali di Trissino e Tezze di Arzignano tra i comuni vicentini di Trissino e Arzignano, per arginare le piene del fiume Agno-Guà. Terza priorità quella del bacino di San Lorenzo è sul torrente Tramigna nei comuni di Soave e San Bonifacio, nel Veronese. L'invaso di Colombaretta, a Montecchia di Crosara, la cassa sul Muson tra Fonte e Riese e il grande bacino di laminazione di Prà dei Gai sono le altre infrastrutture per le quali è in corso la procedura amministrativa. Lo scoglio è sempre quello delle risorse: l'assessore Maurizio Conte non più tardi di ieri ha lamentato che «Solo l'1% delle cosiddette tasse ambientali è destinato alla messa in sicurezza del territorio» e chiesto allo Stato di svincolare dal patto di stabilità gli investimenti per la messa in sicurezza del suolo.(d.f.) di Daniele Ferrazza wINVIATO A CALDOGNO (Vicenza) Con un colpo di benna, il governatore Luca Zaia ha dato simbolico avvio ai lavori del più grande bacino di laminazione previsto dal programma post-alluvione 2010. «Questa è l'opera - simbolo dell'alluvione veneta» ha commentato il presidente della giunta regionale manovrando l'escavatore che ha dato il via, sotto una pioggia battente, ai lavori della grande vasca di espansione attesa da molto tempo. Serviva proprio un'alluvione per arrivarci? «Ci voleva un altro presidente, eletto nel 2010, per farla» ha risposto Zaia. Il nuovo bacino di laminazione servirà a raccogliere per tempo le acque del Timonchio, un torrente solo apparentemente tranquillo, affluente del Bacchiglione. Il grande vascone, insomma, proteggerà Vicenza e, in subordine, anche Padova. Con il sindaco di Vicenza Achille Variati tutti i sindaci dell'Alto Vicentino e il commissario della Provincia di Vicenza Attilio Schneck hanno voluto esserci. «Il mio grazie va ai sindaci dell'alluvione – ha aggiunto Luca Zaia, commissario per l'alluvione - e ai settanta espropriati che hanno consentito di realizzare questa opera, interamente pubblica». E non a caso Zaia, per le foto di rito, prende sottobraccio l'agricoltore sessantenne di Caldogno che sarà costretto a cambiar casa perché il bacino coprirà anche il suo fabbricato. Completato a tempo di record l'appalto - con l'ingegner Tiziano Pinato responsabile del procedimento – il lavoro è stato aggiudicato da un consorzio di imprese padovane, vicentine e veneziane: si chiamano Idra Building, Medoacus e Coveco coop, l'importo dei lavori sfiora i 17 milioni di euro mentre l'infrastruttura - contando indennizzi ed espropri - ha un costo complessivo di 46 milioni. La maggior parte dei costi, infatti, riguarda proprio l'indennizzo dei proprietari, che mantengono la proprietà del fondo ma con l'istituzione di una servitù perpetua. Le imprese aggiudicatarie avranno 730 giorni di tempo per completare l'invaso di 104 ettari, che prevede due grandi vasche con l'abbassamento fino a 4 metri dal piano campagna: «In pratica un grande e potenziale lago destinato a riempirsi alla piena del Timonchio» ha spiegato Luca Zaia, che ha ricordato come l'investimento sia interamente pubblico. «Tutti sanno che il Veneto è una regione molto delicata dal punto di vista idrogeologico: il piano D'Alpaos prevede un investimento di 2,7 miliardi per mettere in sicurezza l'intera regione. Ma noi dall'alluvione in poi abbiamo investito 392 milioni, realizzato 925 interventi, fatto lavorare 365 imprese. Per i soldi che mancano - ha ribadito Zaia - ricordo che i veneti lasciano a Roma 21 miliardi di tasse l'anno: devono restituirci i nostri soldi». Il governatore ha aggiunto: «Se a Roma avessero il coraggio di dare poteri commissariali veri a tutti i presidenti di Regione e a tutti gli amministratori, l'Italia si sistema velocemente». E proprio con l'ex commissario per l'alluvione, attuale prefetto di Verona Perla Stancari, c'è stato un abbraccio molto affettuoso: «La nostra - ha detto il prefetto - è stata una bella staffetta. Abbiamo lavorato in grande sintonia e i risultato, adesso, si vedono». ©RIPRODUZIONE RISERVATA