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Casson e Puppato a fianco di Civati

VENEZIA Tour domenicale veneto di Pippo Civati, “mozione umana” nelle assemblee degli iscritti pd chiamate scegliere i tre candidati alle primarie dell’8 dicembre. Così in mattinata era al Circolo Cannaregio a Venezia: una sessantina i militanti di ogni età, dai ventenni all’anziana militante che ha chiesto di poter votare da casa perché malata, tra pile di Unità, foto di Berlinguer e i volumi di Gramsci. E nel pomeriggio a Treviso, questa volta in piazza dei Signori, un centinaio di persone ad ascoltarlo, molti giovani di “Occupy Pd” e il renzianissimo sindaco Manildo, intervenuto per un saluto. Sponsor in prima fila i senatori Felice Casson (a Venezia) e Laura Puppato (a Treviso), che con il consigliere regionale Roberto Fasoli sostengono la corsa di Civati alla segreteria. Tra citazioni di quel «dalemiano di Machiavelli» e favole dei nonni come il “Gatto con gli stivali” - che da eredità miserrima per il terzo di tre fratelli si rivelerà fonte di ricchezza e successo - lo slogan della giornata è stato: «Da oggi il mio cognome è CiVoti, perché la nostra è una mozione collettiva e diciamo chiaramente quello che vogliamo, iniziando dal ritorno al Mattarellum. Le larghe intese non mi sono mai piaciute perché offrono copertura al trasformismo: non siamo la Germania dove si fa un programma e si interpellano i cittadini, qui è solo simbolo della decadenza del paese. Alfano rompe con Berlusconi? Non ci sono falchi e colombe, ma a canarini delle miniere che scappano via perché sentono arrivare il gas». «Servono scelte immediate di moralizzazione e anticorruzione, con segnali chiari: se la politica con esprime una condanna netta quando un ministro chiama una famiglia molto esposta con la giustizia è un fatto gravissimo». «Come diceva Machiavelli», ha concluso Civati, «non bisogna soffermarsi sulle grida, ma capire le intenzioni del popolo in tumulto: capire perché 8 milioni hanno votato Grillo - almeno un terzo di quegli elettori era Pd - nonostante un Casaleggio-Spectre che smentisce sistematicamente sul blog le scelte dei suoi in Parlamento, come la proposta sul reddito di cittadinanza, che va migliorata, ma è importante. Voglio un partito da Prodi a Rodotà, con dentro Sel, con Barca che vuole un partito di studio. Voglio un Pd che come il Papa superi la sua Curia: la prima telefonata che farò da segretario sarà a Giuliano Amato, per chiedergli di prendere solo una delle sue tre pensioni». Roberta De Rossi