«Il rottamatore incompatibile con la tradizione comunista»

MESTRE Matteo Renzi? Incompatibile con la componente di tradizione comunista e socialdemocratica del Pd. Parola di Massimo Cacciari (nella foto) che ieri da Mestre ha spiegato che il giovane sindaco di Firenze rischia, in caso di vittoria, di dividere il suo partito invece di unirlo. Renzi non punta alla segreteria del Partito Democratico ma alla candidatura a premier. E qui si apre il rapporto con Enrico Letta e non so come si sistemerà. L'ex sindaco di Venezia sul giovane sindaco dice: C'è una componente importante del Pd, che io ritengo culturalmente incompatibile con Renzi e quindi non lo so se poi una vittoria di Renzi consentirà una soluzione unitaria all'interno del Pd. Cacciari ai giornalisti dice di dubitarne fortemente: Si tratta di una incompatibilità culturale evidente con tutta la componente di tradizione comunista e socialdemocratica. Insomma, quel che l'ex sindaco di Venezia prevede è una profonda rottura all'interno di quello che lui definisce un non partito. Dopo lo smottamento di tutti gli equilibri politici italiani con Tangentopoli non si è ricostruito nulla. Il Pd si poteva sperare potesse ricostruirsi come partito e, mi pare, che al momento non ci siamo. Dubito che attorno alla candidatura e alla vittoria di Renzi, conclude, possa costituirsi un vero partito. Massimo Cacciari regala speranze in più al Pd quando non esclude un governo del centrosinistra alla guida del Veneto nel 2015. Ma non tanto per meriti del Pd. Se gli altri stanno nella situazione attuale, dice Cacciari, sarà inevitabile. Perché se non hai l'avversario, vinci. Se corri da solo di solito arrivi primo. Apprezzabili come candidati presidenti della Regione sia il ministro Flavio Zanonato che il sindaco di Vicenza Achille Variati: Sono due persone ottime, vanno benissimo. Il problema è semmai che cosa ci sarà accanto e contro gli Zanonato o i Variati. Al momento non c'è niente. Bocciato invece il leghista Tosi che guarda al centro: Tosi non potrà mai allearsi con il Pdl e da solo non potrà mai farcela. Neanche più a Verona ce la farebbe. Non ci può essere un Pdl puro né un leghista puro. In questo caso vince chiunque del Pd. Dipende invece da Napolitano, la tenuta del governo di Enrico Letta. È un governo del presidente, osserva Cacciari, puramente del presidente. Finché Napolitano è rigido nella posizione che non accetterà mai nuove elezioni con il porcellum, devono continuare. E se il presidente della Repubblica non si stuferà prima Letta continuerà fino a dopo il semestre europeo. (m.ch.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA