San Marco ridotta a suk «Mancano i controlli»

di Alberto Vitucci «L'assessore al decoro non serve. Basta rispettare i regolamenti che ci sono. È solo una questione di vigilanza». Carla Rey, assessore al Turismo, risponde così a chi le contesta una situazione ormai «fuori controllo» per quanto riguarda i plateatici e l'occupazione di suolo pubblico e il «decoro» di certe bancarelle e rivendite. Si chiede la lotta al commercio abusivo», dice il direttore generale Marco Agostini, «ma è abusivo anche chi ha in concessione un metro quadrato e ne occupa quattro». Situazione di questi giorni in piazza San Marco e Riva Schiavoni, ma anche a Rialto, Strada Nuova e lungo le direttrici del turismo. La Soprintendenza ha inviato al Comune una lettera dai toni piuttosto espliciti: «Occorre controllare le superfici occupate e riportare ordine nel commercio itinerante». I controlli si sono visti una settimana fa, all'indomani del Consiglio comunale straordinario sull'emergenza abusivi. Decine di multe e sanzioni, alcune anche da migliaia di euro. Proteste dell'Ascom contro il «pugno di ferro». Ma l'operazione è destinata a continuare. In Riva Schiavoni la serie di bancarelle oscura in gran parte la vista del Bacino insieme a damine slave (2 euro a foto), venditori di palline e di borse. A San Marco, da dove il decreto Ronchey aveva cacciato le bancarelle, i banchi di souvenir si sono moltiplicati e allargati rispetto alle concessioni originarie. Aumenta il lavoro – ieri lunghe code di visitatori sotto il sole per entrare in Basilica e a palazzo Ducale – dunque aumentano le merci esposte. Intanto è previsto per stamattina il «trasloco» del discusso gabbiotto sotto il campanile voluto dal Comune per vendere i biglietti dei musei e delle mostre. Sarò smantellato e sostituito con un modulo più piccolo e meno impattante sotto i portici di palazzo Ducale. Avrà anche questo durata provvisoria, fino al termine della mostra su Manet. L'emergenza riguarda anche sedie e tavolini. «Ma anche qui non è colpa nostra, i regolamenti si sono», spiega la Rey, «solo che bisogna farli applicare. Quello che manca sono i controlli». I nuovi regolamenti impongono limiti allo sviluppo dei plateatici, divieto di mettere sedie e tavolini vicino alle chiese o in aree di passaggio. Ma la sensazione visiva è che l'occupazione di suolo sia aumentata. Le nuove concessioni ci mettono molto tempo – ed ecco le proteste di chi ha aperto da poco un'attività – ma poi le autorizzazioni arrivano. Non si discute più nemmeno sulla tipologìa dei materiali e sugli interni dei negozi, in qualche caso simili a bazar di periferia in pieno centro storico. Anche qui qualcuno reclama il ritorno dell'Ufficio all'Ornato, che disciplinava l'uso di tende, materiali, accessori, luci, per salvaguardare l'unicità della città storica. Ma i controlli non ci sono. Aumentarli – come per il moto ondoso, altra piaga dell'estate – significa un gran dispendio di uomini e risorse e poi, molto concretamente, mettersi «contro» una categoria ancora piuttosto forte al momento del voto. In Consiglio comunale e durante la giunta strategica dell'altro giorno il sindaco Giorgio Orsoni, titolare della delega alla Polizia urbana, ha promesso un riordino delle aree oggi invase da bancarelle e souvenir. A chiederlo, adesso, è anche la Soprintendenza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA