Due parole sul lavoro, dopo la crisi serve lo sviluppo

l'intervento di Francesca Zaccariotto (*) Quando oggi si parla di lavoro due parole vengono immediatamente evocate. La prima, la crisi, profonda e strutturale, che sta strangolando anche la nostra provincia, anche il mitico nord est, quella che è stata per qualche decennio la locomotiva d'Italia. E i numeri sono ormai noti a tutti: 15 mila posti di lavoro persi in tre anni in provincia di Venezia, un giovane su tre è disoccupato. La seconda è lo sviluppo, il dopo-crisi, che dovrà restituire centralità al ruolo della politica. È doveroso ricordare le recenti parole del Santo Padre, Papa Bergoglio, che ha chiesto a gran voce – in occasione dell'incontro di sabato con le associazioni cattoliche – che al centro di ogni azione politica ritorni la persona, il cittadino, e non la finanza e le banche. Il papa che ha gridato allo scandalo perché "ci preoccupiamo se cade l'indice del Dow Jones ma non se cade un uomo". Il mio pensiero e il mio incoraggiamento continua a rivolgersi ai 5 mila lavoratori diretti e indiretti delle aziende del comparto chimico di Marghera, come la Vynils, che non hanno mai smesso di lottare e di credere in un futuro di lavoro, ma anche ai tanti lavoratori di quelle aziende sane con prodotti eccellenti, con un mercato in crescita, che scelgono di delocalizzare come la Ditec di Quarto d'Altino, o la Pilkington di Marghera. In qualche caso, Alenia Finmeccanica, la nostra capacità di fare squadra, di fare coordinamento, di coinvolgere intorno ad un unico tavolo Regione, Comune, Confindustria e parti sociali, ha prodotto qualche risultato positivo; in altri casi la situazione resta problematica, complessa, ancora in evoluzione. Il mio pensiero va anche alle famiglie di quegli imprenditori che non hanno resistito all'urto, che si sono scoraggiati di fronte alla chiusura del credito da parte delle banche, e di quegli operai che si sono lasciati andare allo sconforto, mettendo a serio rischio la propria vita e quella dei loro cari. Noi stiamo facendo tutta la nostra parte: da un lato mantenendo in buona salute un ente – questa Provincia che tutti vorrebbero abolire amministrando con correttezza e rigore etico le risorse pubbliche, e riuscendo a pagare tutti i nostri imprenditori, i nostri fornitori in soli 28 giorni. E siamo pronti a realizzare una città metropolitana che sia davvero trainante per il nostro territorio, che sappia valorizzare i punti di forza della provincia e di tutta l'area del Veneto centrale – dall'industria turistica e alberghiera, che accoglie ogni anno 35 milioni di visitatori, a quella manifatturiera che è stata la nostra forza, la nostra identità, e che va ripensata e riorganizzata secondo nuove regole e nuovi metodi. (*) Presidente della Provincia di Venezia