Con Mauro Modin Roch'n'roll e jazz in punta di pennello

"Dal tocco del jazz al ritmo del rock ‘n' roll" è il titolo della mostra del pittore Mauro Modin che sarà inaugurata a Palazzo Ca' Zanardi (in Calle Zanardi, al civico 4132, Venezia) venerdì 11 alle 18.30. L'esposizione rimarrà aperta sino al 26 gennaio e potrà essere visitata al mattino (dalle 10 alle 12) e al pomeriggio (dalle 15 alle 19), ingresso libero. La mostra ospiterà anche un'installazione di Matteo Vettorello. L'inaugurazione sarà anche animata dalla musica jazz e funk della Dj Bea. L'artista locale dopo essere stato lontano per anni dalla città, un anno fa ha aperto uno studio proprio a Marghera, in via Fratelli Bandiera a due passi dal Vapore. La sua arte è totalmente dedicata ai giganti del jazz e del rock. Si tratta soprattutto di ritratti ispirati a foto famose di personaggi come Miles Davis, John Coltrane, Charles Mingus, i Beatles e Jimi Hendrix. A Ca' Zanardi, Modin esporrà una cinquantina di opere, non solo quadri ma anche tavolini e sedie dedicate ai grandi della musica. Il suo amore per il jazz e per il rock così forte e spontaneo ha portato Modin a delle interessanti collaborazioni con importanti nomi del panorama musicale. Ad esempio, lo scorso ottobre, il pittore ha avuto modo di creare un'originale coreografia con i suoi quadri sui palchi di Milano e di Torino, dove si è esibito niente meno che Yusef Lateef. Una collaborazione importante, in quanto il jazzista statunitense, 92 anni, a suo tempo ha suonato con personaggi del calibro di Dizzy Gillespie e Don Cherry. Inoltre, è considerato un anticipatore della World Music e uno dei musicisti da cui John Coltrane è stato a suo tempo maggiormente influenzato. I quadri musicali di Modin sono realizzati con diverse tecniche ma spesso ricorre alla pennellata larga e al prevalere della vitalità del rosso sugli altri colori. «Mi piace dipingere i jazzisti e i rocker», spiega l'artista, «perché per me la musica significa gioia di vivere». Demetrio Volcic ha scritto di Modin: «Mi chiedo se Mauro abbia già raggiunto il suo porto artistico. Magari domani inventerà altri sfoghi ma non potrà perdere la sua passione per il colore, per il gesto largo, per un caos apparente, che alla fine crea un ordine disciplinato». Michele Bugliari ©RIPRODUZIONE RISERVATA