Francesco Santon racconta la voce della montagna

«Un uomo non vale più di un altro perché è salito su un Ottomila; è solo più fortunato perché è riuscito a realizzare un sogno. Un uomo vale se sa ascoltare la voce della montagna, quella che parla dentro, quella che invita ad andare oltre, fino alla prossima avventura». Questa è una delle frasi cardine de "La voce della montagna", ultima fatica letteraria di Francesco Santon, famoso alpinista originario di Fiesso d'Artico, che ha dialogato assieme all'amico Germano Bertin. Santon, classe '39, vive a Cadola di Ponte nelle Alpi e a 30 anni ha capito la sua vera passione dopo aver praticato con successo vari sport come atletica leggera, calcio e volo ultraleggero. Il libro, presentato nelle scorse settimane in anteprima nella sua Fiesso, ricostruisce attraverso memoria e sensazioni la storia di alpinista di Santon narrando imprese vissute ed emozioni provate stando in montagna. Pagine che sono frammenti della sua vita, ogni parola ha un peso e oltre ai dettagli della cronaca, che fanno di ogni racconto un'avventura, si leggono anche le emozioni vissute, gli insegnamenti raccolti, le fatiche provate, le sfide affrontate ma anche le fragilità. I racconti, nella lettura del libro, sono sempre nitidi, precisi e ricchi di dettagli, come fossero accaduti il giorno precedente e presentati in maniera fotografica. Le avventure di Francesco Santon hanno avuto un aspetto solidaristico, visto che ogni spedizione è stata dedicata ai bambini e all'Unicef. E proprio a Fiesso d'Artico, la scuola elementare venne chiamata "Italia K2", per ricordare la vetta conquistata da una spedizione di Santon nel 1983 dallo Spigolo Nord, sul versante cinese. Durante la presentazione in Riviera del Brenta Francesco Santon ha confermato di non volersi fermare con le sue esplorazioni sulle vette del mondo e di avere già in mente la prossima avventura. Quale, per ora, è un segreto, magari la trama di un prossimo libro. Giacomo Piran ©RIPRODUZIONE RISERVATA