Padoan, sentenza da impugnare

«Stiamo già valutando l'ipotesi di impugnare la sentenza». Così il direttore generale dell'Asl 12, Antonio Padoan, ha commentato la decisione del giudice del lavoro Margherita Bortolaso. «Parto da un presupposto», ha aggiunto Padoan. «Non ho nulla contro il giudice Bortolaso, lo stesso che mi ha dato ragione nella vertenza avuta con la Regione Veneto in riferimento al mio incarico all'Asl di Chioggia. La situazione è però tutta da decifrare, nel senso che non ci è stata contestata la scelta di prendere un provvedimento nei confronti del dipendente, semmai è stata rilevata come spropositata la decisione di sospenderlo per tre giorni. Ciò significa che se lo avessimo sospeso solo per tre ore, non ci sarebbe stato dato torto?». Il direttore generale dell'Asl 12 su tutta questa vicenda ieri è stato chiarissimo e con serenità ha esaminato la sentenza e discusso sulle possibilità future di impugnarla, per dimostrare le ragioni della azienda nella scelta intrapresa nei confronti del dipendente Bernardino Mason. «Noi rimaniamo convinti di aver agito in modo giusto, perché riteniamo che il comportamento del nostro dipendente sia stato sbagliato», fa notare Antonio Padoan. «Nessuno ha dato un ordine specifico di scrivere una mail ai dipendenti della nostra Asl, e l'invito generico era già contenuto nel volantino che era stato realizzato per quella occasione. Non serviva fare altro. Il rischio per la nostra azienda è stato alto, anche se fortunatamente non è accaduto nulla di grave. D'altro canto, sarebbero bastate probabilmente delle scuse per quanto è accaduto, partendo da quello che noi riteniamo essere stato uno sbaglio del dipendente, invece non è andata così, finendo per diventare una questione che ha coinvolto anche aspetti religiosi. Valuteremo nelle prossime ore con il nostro ufficio legale come comportarci in questa vicenda». (s.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA