Ecco la "casa domotica" realizzata con i rifiuti

È arrivata ultima, ma la «Casa sensoriale domotica» si è conquistata subito il primo posto come ambasciatrice del rispetto per l'ambiente. Il termine «domotica» nasce dall'unione delle parole «domus» e «informatica» e indica un sistema basato sul risparmio energetico e il riciclo di materiale. L'installazione è inserita all'interno del Padiglione Italia della Biennale di Venezia, ma si trova ai Magazzini del Sale dell'Accademia delle Belle Arti alle Zattere fino al 25 novembre. Forse qualcuno se l'era dimenticato in un cassetto fatto sta che il progetto a cura dell'architetto Lucilla Del Santo dello Studio Nealinea & Partners, sostenuto dalla Provincia di Venezia con il patrocinio del Mibac, è stato inaugurato al pubblico soltanto ieri, alla presenza dei presidenti Paolo Baratta della Biennale di Venezia, Francesca Zaccariotto della Provincia e Luigino Rossi dell'Accademia. «È un modo», spiega la Zaccariotto, «per diffondere la cultura dell'ecosostenibilità. La casa domotica rappresenta anche un incentivo per molte aziende di sperimentare dei nuovi modi di usare il materiale». Insomma, la bellezza sceglie il rifiuto. Una volta cartoni e pneumatici venivano buttati. Oggi invece lo stesso materiale viene corteggiato dalle aziende di design più all'avanguardia che trasformano gli scarti in vere opere d'arte, come le casse acustiche dello Studio Zo_loft, realizzate inserendo l'impianto stereo all'interno di uno pneumatico. Costo? Circa 150 euro, accessibile a tutti. Meno accessibile, ma davvero irresistibile è la chaise longue di Giorgio Caporaso, costruita con pochissimo legno e tanto cartone con la caratteristica di essere rovesciabile e trasformarsi in un trono - poltrona. «Le ultime Biennali hanno posto il tema di architettura e società», afferma Baratta, «dove si sottolinea la volontà di riconquistare il senso della disciplina dell'architetto». «Il progetto si basa su valori nei quali da sempre credo», spiega la Del Santo, «come l'ambiente e le sinergie. Questi prodotti sono il risultato di anni di ricerche sui materiali». Di sicuro gli oggetti esposti mostrano alcune invenzioni semplici e geniali, come il set di posate (solo la parte superiore) da inserire su vecchie penne che non scrivono più e che, una volta finito l'inchiostro, si trasformano in manici di coltelli e forchette o l'armadio con ruote, utilizzato mettendo in verticale dei vecchi bauli usati in teatro. Nella casa domotica ci si può sedere sulla poltrona surreale azzurra, utilizzata in «Tron» della Walt Disney e asimmetrica in tutte le sue parti o sui puff ricavati dalle vele di barche e finalmente sentire il lato umano della tecnologia. Vera Mantengoli ©RIPRODUZIONE RISERVATA