Save, Orsoni e Zaccariotto frenano

«Stiamo valutando insieme ai nostri esperti e tecnici le eventuali opportunità e ricadute economiche a beneficio del territorio, degli enti locali e dei piccoli azionisti». Due righe un po' generiche, firmate insieme dal sindaco di centrosinistra Giorgio Orsoni e dalla presidente leghista della Provincia, Francesca Zaccariotto. Che non aprono, ma nemmeno chiudono la porta alla proposta del presidente di Save Enrico Marchi di inglobare nel capitale della Save la società Marco Polo Holding, che detiene oggi il 20 per cento delle quote della società. Operazione contro cui si è schierato a larga maggioranza il Consiglio comunale. Con toni concordi tra maggioranza e opposizione. «Porterebbe a un controllo assoluto della società da parte del socio privato», hanno avvertito molti consiglieri. La contropartita è il premio di 43 centesimi ad azione che potrebbe far lievitare il patrimonio di Comune e Provincia, oltre a quello dei piccoli soci. Ma la perdita di influenza politica in un caso del genere è abbastanza evidente, dal momento che il socio privato avrebbe in questo modo più del 50 per cento delle azioni. Che fare, prendere i soldi – preziosi in questa fase di magra per le casse degli enti locali – o far valere il ruolo politico dell'ente pubblico, che certo non può delegare ai privati la gestione nel suo territorio del terzo scalo italiano? Dilemma che va sciolto nelle prossime ore, prima dell'assemblea dei soci. Comune e Provincia non scoprono le loro carte. Ma in qualche modo mandano a dire alla Save: «Decideremo in piena autonomia».(a.v.)