L'arte di Bertil Vallien La ragazza di vetro nel suo sonno blu

Il ruolo dei giovani in città e dei suoi studenti in particolare, le abitudini e le difficoltà di Venezia come città per gli studi, la capacità di pensare a loro come una delle risorse per mantenere vitale il tessuto sociale di oggi e per progettare la città di domani. Questi gli argomenti affrontati nella rassegna di mini-documentari "11 x 1". Si tratta di 11 clip, della durata di un minuto o poco più ciascuna, realizzate da due importanti realtà del panorama culturale veneziano giovanile, Metricubi e Studio Liz, in cui studenti veneziani o fuori sede, residenti, personalità della cultura (come ad esempio il rettore di Ca' Foscari, Carlo Carraro) o della politica cittadina (come l'assessore comunale all'Urbanistica, Ezio Micelli) o, ancora, dell'imprenditoria internazionale (come Arrigo Cipriani) raccontano le loro esperienze di vita a Venezia e propongono riflessioni su come mantenere vitale il tessuto sociale di oggi e progettare la città di domani. I luoghi delle interviste sono quelli vissuti quotidianamente dai protagonisti dei corti: le aule universitarie, le cucine condivise, le biblioteche, i campielli e i tavolini da bar. I Corti verranno presentati all'interno della rassegna "Esterno Notte" della 69ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, da domani al 9 settembre, all'Arena di Campo San Polo, in apertura ai film programmati. I mini documentari originali, della durata di 3 minuti ciascuno, saranno poi proiettati il 19 ottobre a Venezia al Teatro Groggia. L'iniziativa è realizzata all'interno del "Piano locale giovani", promosso dall'Assessorato comunale alla Politiche Giovanili, con il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell'ambito del progetto "Fuorisede dentro Venezia", e il Circuito Cinema del Comune di Venezia. di Silva Menetto La poesia visionaria del mondo nordico è sbarcata a Venezia con una sessantina di opere di Bertil Vallien. Il superstar svedese del vetro d'arte è protagonista di uno degli eventi collaterali della 13ª Mostra Internazionale di Architettura e fino al 25 novembre sarà possibile visitare all'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia le sue "9 Rooms", le nove stanze allestite per temi che in pratica equivalgono alla sua prima retrospettiva in Italia. Riconosciuto dalla critica come uno dei primi dieci artisti del vetro a livello mondiale, Bertil Vallien ha sempre vissuto e lavorato nello Småland, il cosiddetto "regno del vetro" nella Svezia meridionale, studiando e sperimentando tutte le tecniche della tradizione aulica. La sua ricerca attraverso la materia vetrosa però lo ha spinto a inseguire nuovi percorsi espressivi, fino a trovare la propria strada, personalissima e unica, nella realizzazione di quegli splendidi monoliti creati nella fornace di Kosta Bodas, di cui è stato anche direttore artistico. Mistico, immaginifico e con una forte sensibilità ambientale, Vallien ha sviluppato dal 1970 ad oggi una poetica incentrata sul rapporto dell'uomo con la storia, l'ambiente, il sacro e il tempo. Da qui sono nati quei vetri impuri, opachi, colati in stampi di sabbia, che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Sono blocchi di vetro pesanti, pieni di inclusioni, che narrano di eterni riti di passaggio tra la vita e la morte, tra uno stato dell'essere e un altro. Nasce così la serie delle "Sleeping girl" che si rifà alla storia di Karolina Olsson, la tredicenne svedese che nel 1875 cadde in un sonno profondo dal quale si risvegliò solo dopo 32 anni. Del periodo trascorso in coma, Karolina ricordava solo di essere stata circondata da uomini blu. Nella visione di Vallien la ragazzina diventa una bianca principessa circondata da 24 teste di vetro, una diversa dall'altra: volti che includono altri volti, mondi che includono altri mondi. Leggende, richiami a temi ancestrali come quello dell'imbarcazione che traghetta le anime verso l'eternità, portano il maestro a produrre grandiose piroghe di vetro che al loro interno contengono oggetti simbolici, piccole scale, volti, croci, silhouettes di animali, spirali magnetiche. Il viaggio nel fantastico di Bertil Vallien tocca picchi sublimi nella "Blue room", dove la tecnica dell'inclusione si affina e le opere sono simili a grandi gioielli con pietre preziose incastonate. Blu è il colore del mare, il colore del cielo: «Il vetro blu santifica ogni cosa», scrive Vallien nella breve, poetica presentazione della sua sesta stanza, «suscita felicità e speranza». La mostra a Palazzo Franchetti è stata ideata e curata da Adriano Berengo e Börge Kamras, e proprio nelle fornaci muranesi della Berengo Studio il maestro svedese farà la sua comparsa a fine settembre per produrre alcune opere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA