Raid punitivo anti-ladro massacrano un immigrato

CHIAVARI «Volevamo solo dargli una lezione». Per questo lo hanno massacrato a bastonate, gli hanno spaccato la testa, lo hanno colpito alla base del cranio con un cacciavite. Per questo A.Y., 34 anni marocchino, si trova ora in fin di vita in ospedale a Chiavari. Esasperati dai furti subiti nell'ultimo periodo, in tre hanno organizzato quella che gli inquirenti hanno definito una «vera e propria spedizione punitiva». E domenica notte se la sono presa con lui. Si tratta di tre italiani (due operai e un pensionato) incensurati, tutti residenti a Cicagna, piccolo centro nell'entroterra chiavarese, di 52, 26 e 58 anni. Denunciati per tentato omicidio, a loro i carabinieri sono risaliti grazie alle indicazioni della vittima che aveva parlato di un suv grigio. Capito chi poteva essere il proprietario, i militari si sono presentati nella sua abitazione trovandolo con una ferita alla mano. Dopo alcune domande, l'uomo ha confessato. «Ero esasperato dall'ultimo tentativo di furto subito - ha detto - Volevamo solo dargli una lezione». Si tratta del pensionato di 58 anni che, a bordo del suo suv grigio e in compagnia di alcuni amici come lui esasperati dai ladri, girava di notte per dissuadere i malintenzionati. Proprio lui era stato vittima dell'ultimo tentato furto. La sua attività, fino all'altra sera innocua, era nota ai carabinieri. Così domenica notte quando il marocchino, noto per aver precedenti per furto, è passato con la sua bicicletta, i tre lo hanno buttato giù ed è partito il massacro. Poi lo hanno trascinato verso il ciglio della strada dove la macchia è più folta: sull'asfalto sono rimaste lunghe strisce di sangue che lo testimoniano. E a quel punto se ne sono andati, lo hanno abbandonato lì credendolo forse morto. Ma lui era ancora vivo ed è riuscito con il cellulare a chiamare il fratello che ha dato l'allarme alle forze dell'ordine. Intanto le armi usate per la «lezione», il cacciavite e il bastone, sono state recuperate. Il bastone era in un bosco: aveva incastrati nella corteccia ciuffi di capelli e grumi di sangue. Il pm di Chiavari deciderà nei prossimi giorni se formalizzare una richiesta di custodia cautelare o meno, ma dal canto loro i cittadini di Cicagna non se la sentono di condannare i loro tre compaesani. «Qui i furti nelle case si moltiplicano - dicono in molti - non sarà stato razzismo nè intolleranza è stata l'esasperazione. Non si può vivere così». (m.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA