Nel 2009 Rio Gere, l'anno scorso il Pelmo

BELLUNO Il lutto che ieri ha colpito il soccorso alpino arriva purtroppo a tre anni dalla tragedia di Rio Gere e a un anno da quella sul monte Pelmo. Tragedie che hanno segnato profondamente non solo i volontari del Cnsas, ma l'intera provincia. Rio Gere. Era il 22 agosto 2009 quando l'elicottero del servizio sanitario del 118 cadde sul Monte Faloria, sopra a Cortina. A bordo c'erano quattro persone, il medico Fabrizio Spaziani, il pilota Dario De Felip, l'assistente pilota e membro del soccorso alpino Marco Zago, il tecnico del soccorso alpino Stefano Da Forno. L'elicottero era uscito per intervenire per una frana in zona Rio Gere, verso Passo Tre Croci e abbassandosi a causa del maltempo toccò i fili dell'alta tensione. Alla loro memoria il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferì la Medaglia d'Oro al Merito Civile. Sul Pelmo. La seconda tragedia che ha colpito il Soccorso alpino bellunese è avvenuto sempre in agosto. Era il 31 agosto dell'anno scorso quando i due tecnici del Cnsas di San Visto di Cadore, Alberto Bonafede, 43 anni, e Aldo Giustina, 42. I due erano partiti la sera prima per prestare soccorso a due alpinisti tedeschi, feriti da una scarica di sassi e incrodati in una cengia, sulla via Simon-Rossi, nella parete nord del Pelmo. Ma, all'alba, proprio quando stavano per recuperare gli alpinisti incrodati, a 2900 metri di quota, un'enorme scarica di sassi li ha travolti, spezzando le corde e facendoli precipitare per 700 metri. Un volo mortale che non ha dato scampo a Bonafede e Giustina. Un colpo terribile per i volontari del Soccorso alpino a cui si aggiunge quest'ultima tragedia che ha lasciato la provincia nello sgomento.