«Branchie» Gli spazi espositivi diventano un blog

di Riccardo Patrian Venezia è un pesce, diceva Tiziano Scarpa in un suo fortunato romanzo. Ma quali sono le sue branchie? L'idea di due ragazze è che lo siano un sito internet, un blog di notizie e un magazine chiamati, appunto, "Branchie". Il sito (www.branchie.org) è un progetto di mappatura di spazi espositivi dell'isola accessibili a giovani artisti. Una categoria per cui «è difficile trovare spazio nell'isola», spiega Giuliana Tammaro, 27enne trevigiana ora a Milano, che nel 2010 ha fondato Branchie assieme alla sua coetanea Silvia Basso, pordenonese ora a Firenze conosciuta studiando Comunicazioni visive e multimediali allo Iuav. «Silvia ed io ci siamo accorte della carenza di spazi nel 2009, quando volevamo portare a Venezia una mostra autoprodotta che era già andata molto bene a Treviso. Abbiamo dovuto aspettare nove mesi prima che la Municipalità ci trovasse degli spazi. Capimmo subito che il miglior modo per aiutare gli artisti veneziani era creare un archivio di luoghi espositivi». Giuliana e Silvia trasformarono l'idea in una tesi di laurea e in un sito internet che ora conta 17 schede. Poco dopo le due ragazze hanno ottenuto anche il patrocinio della Municipalità di Venezia e a ottobre 2011 il progetto si è arricchito del magazine "Branchie", 24 pagine dalla grafica accattivante e con uscita «a cadenza casuale». «Rispetto all'archivio, il magazine è uno strumento emotivo che serve per parlare di Venezia e della scena culturale indipendente italiana», spiega Giuliana. In particolare, Branchie si è concentrato sul mondo dell'editoria indipendente, su cui ha organizzato tre rassegne nel 2011. Le 500 copie del numero 0 del magazine e le 250 del numero 1 (vendute a 3 euro l'una) sono finite in un batter d'occhio, e nel frattempo Branchie si è fatto strada anche al di fuori della provincia, sbarcando prima all'"Independents 2" di Verona – manifestazione nell'ambito della Fiera delle gallerie italiane d'arte moderna e contemporanea di Verona – e poi alla Milano Design Week. La partecipazione a Milano è stata conquistata battendo la concorrenza di un centinaio di progetti di design provenienti da tutto il mondo grazie alla creazione di "Branchie spread", una serie di pubblicazioni formato mini diffuse (ovvero «spread», in inglese) all'interno di altre riviste e libri. Alla famiglia di pubblicazioni si sono aggiunte di recente anche "Branchie meets Bolo", nato dalla collaborazione con la rivista Bolo Paper, e "Lago", una raccolta di immagini presentata al Lago Film Festival di Revine Lago (Treviso). A legare archivio, rassegne, pubblicazioni e blog è l'obiettivo: «Far circolare informazioni, cosa che equivale a far respirare una città come le branchie per un pesce», racconta Giuliana. Finora, buone idee e richieste di collaborazione non mancano. I soldi, però, sì: «Vorremmo riuscire a pagare tutti quelli che lavorano con noi senza perderci. Purtroppo trovare finanziamenti non è facile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA