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GENOVA E LA DIAZ Mi metto nei panni dei poliziotti nPrendo spunto dall'editoriale di Ferdinando Camon pubblicato dalla "Nuova Venezia". Nessuno (a parte qualche folle estremista) può valorizzare l'intervento della polizia alla Diaz di Genova, cose di quel genere non devono mai accadere, e fin qui siamo sul "banalotto". Ad alcuni però (secondo me la maggioranza) piace vivere in un mondo dove chi cerca di spaccare un estintore in testa a una persona - che sia un poliziotto o un cittadino qualunque - o chi tira a tutta forza un sanpietrino da due chili ad altezza viso, o molotov addosso alle persone, sia fermato in tempo. Non dimentichiamo che certi delinquenti mascherati sono in guerra, e in guerra si rischia la "cotenna" perché chi viene attaccato reagisce. Sa perché il ministro Cancellieri ha parlato di "operazione sbagliata"? perché l'informazione era sbagliata, loro pensavano che ci fossero i deficienti mascherati e a quel punto un po' di botte ci stavano tutte; dopo aver fatto 600 feriti, distrutto tutto, dato alle fiamme il centro di Genova un po' di botte - ripeto - ci stavano tutte. Ci sono persone che vogliono un mondo dove se qualcuno cerca di ammazzare un poliziotto o chiunque altro, ci sia una risposta ferma. Per certe "personcine" ci vuole un deterrente e questo deterrente non è certo il dialogo. Certe cose, dice Camon, non devono accadere: io rispondo che non dovrebbero, ma possono accadere. La Polizia è lo Stato, e lo Stato deve essere forte con i terroristi, punto e basta. Se a Genova la Polizia ha sbagliato, mi sembra che il processo abbia fatto luce su questo e i responsabili pagheranno il dovuto. Ma bisognerebbe anche mettersi nei panni di quel poliziotto che ha perso un occhio o che è rimasto zoppo per colpa di chi era incazzato con Bush, Berlusconi e il mondo intero. Amalia LA PRINCIPESSA SISSI Belle le favole ma anche la storia nBelle le favole, piacciono a tutti. Quelle con le principesse ancora di più: è il caso di Sissi, Diana. Lunga vita, dunque, all'appartamento di nove stanze ripristinato per l'imperatrice in piazza San Marco, come si legge e si vede in giornali e telegiornali. Rilevarlo è roba da vecchi barbogi, ma oltre alle favole c'è poi la storia; oltre a Sissi, Cecco Beppe, con tutto ciò che l'imperatore significa per Venezia e per l'Italia. Vuole, per giunta malignamente, il caso che le stesse stanze o altre attigue del Museo Correr ospitassero sino a una ventina di anni fa il Museo del Risorgimento veneziano. È chiuso da allora e gli onori resi adesso a Sissi mandano quella vecchia ferita in cancrena. Ma passi pure - lo sappiamo - che le favole a colori interessino più della storia in bianco e nero. Speriamo che il mercato di Sissi tiri, che le sue stanze imperiali da letto e da toilette facciano sognare i turisti e vendere tanti biglietti. E che così una parte del ricavato - come le autorità preposte avranno di sicuro previsto - venga virtuosamente dirottato dalla favola alla storia. Tardo, indiretto, ma pur sempre lodevole omaggio degli Asburgo a Daniele Manin e a Pier Fortunato Calvi. Così lo scandalo della chiusura del Museo avrà fine ed esso potrà riaprire, rinnovato ed esteso, come Museo Civico dell'Ottocento veneziano: prima del 2016, anniversario dell'entrata di Venezia nell'Italia unita (sempre che il Novecento sia coperto dal nascituro Museo di Mestre). Mario Isnenghi Lido di Venezia IL TRAM A VENEZIA Inutile spreco e nessuno fa niente nSono d'accordo con l'urbanista Andrea Favaro. È veramente inaudito fare arrivare il tram a Venezia, già perfettamente servita da bus e treni. Stupisce anche me che nessuna voce di politici si sia sentita per protestare contro questo spreco inutile. Carla LA DENUNCIA Vogliono affossare la nostra sanità nNon ci fosse la mobilitazione della popolazione contro chi vuole affossare la nostra sanità, poveri noi! I politici parlano, parlano ma di fatti non ne vediamo. La smettano di blaterare e comincino a chiedere almeno le dimissioni di certi personaggi. Un invito ai medici, però, è d'obbligo: perché ricevono in silenzio queste gratuite offese e umiliazioni? Sottrarsi di obbedire ad una disposizione (ordine) che, peraltro, va contro le norme del codice penale (omissione di soccorso), è un loro preciso dovere deontologico. Non commetterebbero nessuna infrazione e l'Amministrazione non può assolutamente prendere provvedimenti disciplinari nei loro confronti. Tutti espongono le loro opinioni o altro sulla stampa, persino i magistrati, perché non possono farlo i medici quando vi è in ballo la difesa della salute della popolazione? Aldo Baffa Venezia LIDO Aeroporto Nicelli occorre chiarezza nLa stampa locale il 29 e 30 giugno meritoriamente faceva emergere quanto pattuito tra il Comune di Venezia (rappresentato dal commissario) e Est Capital, con la promessa di vendita dell'ex Ospedale al Mare del 30 dicembre 2010 che, con l'articolo 17, compromette lo sviluppo dell'aeroporto del Lido. Chi ha scritto quella clausola? Lo Spirito Santo? Su tale gravissima intesa si sono già opportunamente espressi l'Associazione degli amici dell'aeroporto Nicelli, con il suo presidente avvocato Ugo Bergamo: «…Non possiamo assolutamente accettare che l'ammodernamento e lo sviluppo dell'area lidense… avvengano ai danni della destinazione d'uso dell'aeroporto e della sua valorizzazione…». Il capogruppo Pdl, onorevole Michele Zuin: «È inammissibile e folle che un'amministrazione pubblica blocchi lo sviluppo di un aeroporto del quale è anche azionista. E' ora che il sindaco prenda posizione». Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni il 3 luglio dichiarava: «…Bloccare lo sviluppo dell'aeroporto sarebbe una contraddizione al piano di sviluppo... provvederò, carte alla mano, a chiedere una verifica nei prossimi giorni». Il mio partito - il Pd - invece, si è distinto con un assordante silenzio che non condivido. Ora mi chiedo: il CdA della "Nicelli Spa" era a conoscenza della clausola 17 della succitata promessa di vendita? Il mio sospetto è che la conoscesse. Il presidente della "Nicelli Spa" ha, in più occasioni, inviato "sibillini" messaggi finalizzati a lasciare le cose come stanno: «…Che bella la pista in erba…», pur in presenza del finanziamento Enac per asfaltarla. L'ho sentito anche dichiarare: «…Per portare i jet al Lido occorre una pista di almeno 1.400 metri…», come se qualcuno intendesse lo sviluppo dell'aeroporto tramite gli aviogetti. Ho sempre sospettato che questa dichiarazione nascondesse qualcos'altro. Nessuno ha mai avuto questa idea! Io ho sempre sentito concepire la necessità dell'asfaltatura della pista per lo sviluppo dell'attività "aviation" con arerei commerciali a basso impatto, che non potrebbero atterrare sull'erba anche per motivi di sicurezza. Inoltre, gli aerei moderni fanno meno rumore di quelli di una volta con il carrello adatto all'erba (anche i motori aerei sono stati silenziati). Io ho sempre sostenuto, con forza e convinzione, questa idea di sviluppo nell'interesse dell'economia lidense e veneziana. Il blocco di tale progetto ha già, purtroppo, allontanato dall'aeroporto imprenditori che ci avevano creduto e investito i loro denari. Signor sindaco e signor presidente della Camera di Commercio, per l'esperienza acquisita in anni di "amore" per l'aeroporto del Lido so che la nomina del presidente della "Nicelli Spa" è concordata tra i rappresentanti di questi due enti. Per favore, verificate la compatibilità dell'attuale incaricato, alla luce di quanto emerso con l'articolo 17 del documento del 30 dicembre 2010. Marino Chiozzotto Lido di Venezia GRANDI PROGETTI I privati oggi sono i veri padroni nCon apprensione seguo le vicende di questa città: l'ospedale al mare, il Fontego dei Tedeschi, le grandi navi, il Mose... Le cariche pubbliche un tempo erano deputate al operare per il bene della "res publica" ma ora sembrano i privati i veri padroni (vedi Est Capital, Benetton, Fincantieri, Finmeccanica). In un momento in cui si chiede ai cittadini di stringere la cinghia deve essere proprio l'Enac a dire no alla torre di Pierre Cardin? Chi le pagherà le infrastrutture? Già si parla di strade e tram ma... a chi servono? Per chi lo si fa? È proprio di questo che i suoi elettori (e non) hanno bisogno? Che obiettivo sta cercando di perseguire la sua giunta? Non capisco davvero. A questo punto, invece di smantellarla pezzetto per pezzetto, metta in vendita la città per intero, finché si regge in piedi! I cinesi le farebbero ponti d'oro, magari in stile Calatrava, che piace tanto! E mentre la vergogna si compie nella svendita, quando non nello scempio della città, la sua giunta taglia servizi ai cittadini: politiche sociali, "social housing", sanità e non ultimo la cultura (un milione in meno per la Fenice!). Ora arriva la stretta contro il Redentore, l'ultima festa veneziana dei veneziani. Almeno gli imperatori romani, quando volevano fare i propri comodi, distraevano il popolo con "panem et circenses...". Silvia G. Venezia PISTE CICLABILI Rischi e pericoli meglio i marciapiedi nDa sempre propongo e sostengo le piste ciclabili, quelle vere: condivido, quindi, il contenuto dell'articolo pubblicato sotto il titolo "Via Miranese, bici a rischio, la pista ciclabile è sparita". Non poteva essere diversamente. Le piste del tipo pennello e vernice gialla le ho sempre criticate pesantemente, specialmente quelle ritagliate sulle carreggiate senza alcuna protezione o separazione dall'asse stradale. Diverse non sono nemmeno compatibili con le normative vigenti, generano insicurezza e pericolosità. Le due sui fianchi della Miranese sono sempre state poco frequentate: consapevoli dei rischi, i ciclisti preferiscono pedalare lungo i marciapiedi. Non gli si può dare torto. L'assessorato competente non ci fa una bella figura, tantomeno quando sbandiera i chilometraggi delle piste ciclabili, che sono soltanto un facsimile delle originali, abbandonate, non curate. Fregarsene è un demerito... Sestilio Cattozzi IL GOVERNO MONTI Essere impopolari può essere un onore nQuando, mesi or sono, su invito del presidente della Repubblica, il professor Monti ha assunto l'incarico di formare un nuovo Governo, provai un sospiro di sollievo, un fortissimo sentimento di fiducia, quasi la certezza che, finalmente, fosse arrivato l'uomo giusto nel posto giusto e al momento giusto. L'uomo che, libero da interessi di partito e di rielezione, fosse capace «non solo di mettere ordine nella situazione economica del nostro Paese (sebbene con tanti e tanti sacrifici per il popolo italiano) ma anche di far piazza pulita di tanti sperperi e troppi privilegi accreditati ai politici dalle loro stesse leggi! Inutile elencarli: sono già stati elencati dal giornalista Antonio Stella nel suo libro "La Casta". Il professor Monti, come ho detto sopra, libero da interessi di rielezione, non teme l'impopolarità (perché è impopolare) mentre coloro che, a dispetto del disinteresse, operano sull'onda dei giornalieri indici di consensi non fanno certo gli interessi del Paese. Secondo me chi governa non è, e non può essere, sempre popolare. Chi governa ha il dovere-diritto anche all'impopolarità, quando il provvedimento si riveli utile e necessario per il Paese: i frutti del buon operare non sono sempre immediati ma, molto spesso, sono tardivi! L'impopolarità del professor Monti credo sia dovuta non tanto alla serie di imposte erogate, pur pesanti e spiacevoli, (io reputo gli Italiani un popolo intelligente, cosciente dei bisogni e delle urgenze attuali, nonché dei pericoli che il nostro Paese sia correndo) quanto, invece, al fatto che abbia ridotto ai politici il contributo per le spese elettorali, soltanto del 50% e, in più, che ad abrogazioni o riduzioni di altri privilegi, goduti al momento dai politici, non vi sia stato alcun cenno! Sono cosciente che il compito del presidente Monti è arduo: è difficile mediare con i partiti, con provvedimenti che vanno contro gli interessi degli stessi! A parole sono tutti disponibili, ma con i fatti molto meno: la loro è una disponibilità "melliflua"! Infatti, c'è fra loro chi propone l'eliminazione dei contributo elettorale ai partiti: una proposta di legge che non verrà mai accolta! Ma che cosa impedisce a quel leader, quale sincera manifestazione di coerenza, di rifiutare tale contributo individualmente, come singolo partito? C'è stato anche chi, al primo sentore di pericolo di perdita o riduzione dei privilegi, ha commentato: «...Bene, vuol dire che gli italiani vogliono una classe politica di straccioni…». Fare politica non è una costrizione, né dovrebbe essere una professione: nelle epoche post-risorgimeritali tale arte era considerata una nobile professione al servizio del proprio Paese e praticare tale passione era quanto di più ambito e onorevole potesse esistere. Ora i sentimenti sono mutati! Comunque, si rassicuri l'onorevole di cui sopra: gli Italiani non vogliono una classe politica di straccioni, vorrebbero piuttosto una classe politica più onesta, più sensibile alle aspettative del popolo, più solidale in tempi critici come quello in cui viviamo; una classe politica, insomma, degna di meritare il titolo di "Onorevole". Penso che per Monti, sia molto più difficile vincere queste resistenze e difendere a spada tratta i diritti sanciti dalla nostra Costituzione, che trovare il modo di dare una svolta alla negatività della nostra economia! Sarebbe bello poter attuare da subito la progressiva eliminazione delle Province, seppur in ritardo di una quarantina d'anni ma, in realtà, le Province sono addirittura aumentate; sarebbe bello poter eliminare le migliaia di "auto blu" usate a sproposito; sarebbe bello programmare fin da subito l'eliminazione (con accortezza e giudizio, come un buon padre di famiglia) di alcuni beni demaniali dello Stato destinati, altrimenti, all'incuria e alla fatiscenza; sarebbe bello poter eliminare tanti sperperi e privilegi onerosi per lo Stato e, perciò, per gli italiani, concessi ai politici da loro leggi forgiate "ad hoc"! Quale vitale boccata d'ossigeno per l'economia del nostro Paese rappresenterebbe l'attuazione di tali provvedimenti! Certo non si risolverebbero tutti i problemi ma, quantomeno, si allontanerebbero molti pericoli sempre incombenti! lo rinnovo la mia fiducia di cittadino al professor Monti; gli auguro di "resistere" e di portare a termine con successo il compito che gli è stato assegnato. Io sono un cittadino di 82 anni e, prendendo a prestito le parole di Sua santità Benedetto XVI, sto percorrendo l'ultimo mio tratto di strada, ma non per questo mi rassegno passivo a tutto quello che decade: al contrario cercherò di far sentire sempre la mia voce anche se, da sola, sarà poco ascoltata. Continuerei a sognare e a sperare che un giorno, non so come e non so quando, sorga una primavera della politica che scuota gli animi e porti a una spontanea e generale presa di coscienza che avvii a una nuova morale, a una riscoperta dell'etica e a un rinnovato concetto dell'essere, nel senso politico del termine, secondo il quale concetto essere eletti dal popolo non sia più sinonimo di partecipazione alla "sagra dei privilegi" ma diventi I'onore, nell'accezione più sublime del termine, di servire il Paese in nome del popolo: soltanto così la politica potrà riconquistare l'antica nobiltà! Severino Olivo CORSO DEL POPOLO La rotatoria piena di erbacce nLa rotatoria di recente costruzione in corso del Popolo, dopo una lunga sperimentazione, si può dire che è di ottima utilità, pur avvertendo che non ha tutti i requisiti normativi. Peccato però che la rotonda centrale non sia una festosa accoglienza per i viandanti: è ridondante di piante erbacee, solo di questo e nient'altro, mediamente alte un metro. E' pensabile che qualcuno sia orbo, oppure che non si sappia ancora di chi è competenza? Mah! Lettera firmata