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Le controllate del Comune indebitate per 464 milioni

di Roberta De Rossi wMESTRE «Con il suo milione e mezzo di passivo e gli 8,6 milioni di esposizione, il Vega è un vero problema: bisogna decidere insieme ad Eni cosa fare, perché il Parco scientifico tecnologico è un asset fondamentale, ma oggi l’attività di start up di nuove aziende è soffocata da quella immobiliare. Un problemino lo rappresenta anche l’aeroporto Nicelli, che non riesce a decollare, pareggiando ricavi e costi. Poi c’è da vendere - ma non svendere - le quote nelle autostrade. Save, no: ci ha assicurato 3,5 milioni l’anno scorso, la venderei solo se fosse a rischio il Comune». L’assessore Antonio Paruzzolo, in commissione, fa il punto su conti, razionalizzazioni, vendite delle aziende di proprietà o partecipate dal Comune: 27 in tutto. I numeri sono da capogiro: le sole 14 società controllate da Ca’ Farsetti nel 2011 hanno maturato un «rosso» di 14 milioni di euro e un debito mozzafiato da 464 milioni, pur a fronte di un patrimonio netto di 285 milioni e di 78 in “liquidi” incassati. Considerando anche le partecipate - da autostrade a Save - il Comune ha debiti per 353 milioni, a fronte di 231 di patrimonio. Conti in rosso. «Non sono preoccupato dai 162 milioni di debiti di Veritas, che ne incassa 45 l’anno, o dagli 86 di Pmv», commenta Paruzzolo, «perché si tratta di investimenti per la rete fognaria o il tram, coperti da mutui, spalmati negli anni. Vero che, nel passato, son stati messo in conto a queste aziende interventi non di loro competenza: quando Avm avrà finito la Vallenari bis potrà diventare quell’holding della Mobilità per la quale è stata creata». In corso è la fusione tra Venezia Marketing &Eventi, Venice Connected e Vela». Vega e Insula. «Il Parco scientifico tecnologico è fondamentale per riqualificare Marghera, ma è un problema serio», commenta Paruzzolo, «il Cda cade il 16 luglio e l’amministrazione dovrà dire che non può andare avanti così, perché non è un vero volano della new economy, ma un’operazione immobiliare le cui ricadute vengono messe in conto anche all’attività di lancio economico. Decideremo con Eni il da farsi: dipendesse da noi, le due attività andrebbero divise». Paruzzolo glissa sul futuro dell’amministratore Michele Vianello. Quanto ad Insula - sulle braci dopo il taglio di Legge speciale -Paruzzolo scandisce: «Non abbiamo alcuna intenzione di chiuderla, ma è una società tarata per 40 milioni di fatturato e ora ne ha meno di 20. Abbiamo dimezzato compensi, dirigenza, dato più competenze oltre la manutenzione - bonifiche, condoni, riscossione affitti - ma dobbiamo trovare più fondi. Vendere palazzo Ziani è fondamentale per azzerarne i i debiti». Autostrade in vendita. «Le partecipazioni autostradale non sono più strategiche e sono in vendita, ma non in svendita», dice Paruzzolo. C’è lo 0,17% nell’A4 Holding, lo 0,28% in Autovie Venete e, ancora , il 3% della società autostrade di Venezia e Padova, invenduto nonostante l’impegno scritto del gruppo Mantovani. Tagli di spese. Oggi l’assessore Bergamo presenterà il programma di spending review per Actv. «Bisogna decidere un percorso di ingresso dei privati», chiede Boraso. «Facile demagogia», gli replica Caccia, «chiedi a Milano o Napoli come si trovano con i privati a gestire acqua e rifiuti». «Le aziende sono in difficoltà perché usate per funzioni non loro», incalza Renzo Scarpa. «Vogliamo discutere dei costi di gestione», insiste Costalonga. Commissione aggiornata alla prossima settimana. ©RIPRODUZIONE RISERVATA