26 giugno 2012 —
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sezione: Nazionale
La Cgil non è contraria al fantasmagorico “Palais lumiere” che Pierre Cardin vorrebbe realizzare a Porto Marghera (tra via dell’Elettricità e via Fratrelli Bandiera, a fianco del cavalcaferrovia di Mestre) a patto che «non condizioni la vocazione industriale di Porto Marghera». Per questo la Cgil veneziana e le segreterie d Fiom e Filctem chiedono al sindaco Orsoni di «garantire, in ogni caso, le prerogative industriali dell’area» per le quali il sindacato continua a battersi, malgrado la devastante crisi che ha smantellato molte industrie chimiche e metalmeccaniche. Il futuro del Palazzo della luce (costo complessivo 2 miliardi di euro) non è ancora chiaro dal punto di vista della sostenibilità finanziaria e delle compatibilità ambientali e col vicino aeroporto. Per la Cgil c’è anche un problema di «compatibilità con i vincoli delle vicine aree industriali che sono e saranno per il futuro una componente strategica e irrinunciabile del sistema socio economico del territorio». «Non vogliamo giudicare il grado di effettiva fattibilità di un progetto così ambizioso e complesso» spiega una nota della Cgil veneziana «quello che invece ad oggi non ci è chiaro, è cosa si intende quando si dice che il complesso sorgerà a ridosso dell'area industriale. Vista, infatti, l’ampiezza dell'area coinvolta è più corretto dire che l'opera sorgerà all'interno della prima zona industriale. Se non è così è indispensabile e urgente che si dica come si pensa di far convivere le attività industriali e produttive, dalla Fincantieri e dalla raffineria Eni, ma anche quelle artigianali e commerciali oggi esistenti con la futura opera, a partire dalla fase, che immaginiamo non sia breve, della sua realizzazione». Per questo al sindaco Orsoni, che si appresta a ricevere il mandato a sottoscrivere l'Accordo di Programma per il "Palais Lumière", chiedono di «garantire il rispetto delle linee strategiche del Pat e quanto sottoscritto il 16 aprile scorso col ministro Clini sulle bonifiche delle aree industriali». Allo stesso tempo la Cgil chiede di essere «coinvolta insieme a gli altri soggetti territoriali impegnati da mesi nel Tavolo di Crisi su Porto Marghera nell'eventualità di una Conferenza dei Servizi per valutare nella massima trasparenza la fattibilità e le coerenze del progetto del Palais Lumière, con il lavoro fin qui fatto e con quanto ad oggi deciso su Porto Marghera». Gianni Favarato ©RIPRODUZIONE RISERVATA