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Con la Bulgaria per la Cultura

VENEZIA Luci puntate su Venezia e il Nordest nell’incontro «Venezia Nordest incontra la Bulgaria» dedicata alla presentazione alle città della Bulgaria in corsa con le italiane per diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019. Soprattutto sui cambiamenti in arrivo per Venezia e il Nordest che si propone all’Europa come una grande regione: «Venezia», ha affermato Orsoni prima di firmare in Comune con il sindaco Yordanka Fandakova l’accordo di collaborazione tra Venezia e Sofia, «si pone come Nordest intendendo una macro regione unita attraverso un filo culturale e storico. La candidatura è importante per tentare di chiudere la frattura con la terraferma chiamata in passato dalla Serenissima la sudditanza. Questo dato storico ha pesato e continua a essere avvertito. L’obiettivo è quello di ricucire la frattura inserendola in un territorio più ampio nella logica dell’integrazione europea che incoraggia l’unificazione dei percorsi culturali». Meta finale, Europa: «Bisogna presentare un dossier», spiega Maurizio Cecconi, direttore della candidatura, «guardando con gli occhi europei, non con i propri. Marsilia è stata scelta nel 2013 perché ha una condizione sociale molto complessa e la candidatura era un’occasione. Nel nostro caso puntiamo a essere una grande regione perché di fatto abbiamo un’organizzazione diversa, per esempio per quanto riguarda la legislazione museale». Ogni anno vengono scelti due Paesi, uno della vecchia Europa e uno entrato di recente, per il 2019 ci saranno Italia e Bulgaria ma solo a fine 2013 si saprà il vincitore. In pista la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento, quella Autonoma di Bolzano e la Regione del Veneto con Provincia e Comune di Venezia. Questi sei attori rappresentano i soci fondatori che hanno versato dal 2010 una quota pari a circa 400 mila euro destinata per la macchina organizzativa. Per adesso si sono avute circa 150 adesioni di comuni o enti pubblici che hanno chiesto di partecipare, ognuno con la quota che può o dando a disposizione spazi. «È l’unica città che ha fatto questa distinzione sul budget», spiega Katia Tenti, presidente del consiglio direttivo, «per essere più trasparente. Una volta individuati i progetti chiederemo ai privati di sostenerci». Nel corso della giornata sono intervenuti l’onorevole Laura Fincato per il Comune, Raffaele Speranzon per la Provincia e Stefano Beltrame per la Regione, tutti a favore dell’opportunità di una «grande regione». Vera Mantengoli