«La casa di riposo? Progetto illegittimo»

CAMPONOGARA La casa di riposo di Camponogara non si farà. Mentre la prima udienza di fronte al gup di Venezia, Daniela Defazio, è stata rinviata per lo stato di salute dell'ex sindaco Desiderio Fogarin, la tesi formulata dalla Procura è chiara: la casa di riposo ha una volumetria maggiore rispetto a quanto previsto per quell'area dal piano regolatore. La variante approvata nel 2008 dal Consiglio comunale presieduto dall'ex primo cittadino Fogarin con parere favorevole di regolarità tecnica del capo Ufficio tecnico del Comune, il veneziano Maurizio Bullo, che trasformava l'area di via Premaore, nel frattempo venduta quasi totalmente dai coniugi Giuliano Masenadore e Bruna Paoletto alla società Abitalia srl di proprietà di Angelo Massaro (25%) e per il restante 50% della società immobiliare Ma.Ja di proprietà dei componenti dello studio G3 di Camponogora Maurizio Brugnoli, Flavio Volpato e del figlio dell'ex primo cittadino Desiderio Fogarin, Nicola, (ciascuno socio al 33,3%), da zona agricola ad area per spazi pubblici e attrezzature di interesse comune, aumentandone il valore da 150 mila euro a due milioni e 650mila, procurava un ingiusto guadagno all'architetto Bullo, alla responsabile del Servizio urbanistica, la padovana Claudia Lazzaretto nonché ai coniugi Masenadore e al figlio del sindaco Nicola Fogarin. La trasformazione, secondo il pubblico ministero Francesca Crupi, era in netto contrasto con quanto previsto dal Piano di assetto territoriale intercomunale tra i Comuni di Fossò e Camponogara che al più prevedeva una zona a edificabilità ridotta, finalizzata alla realizzazione di edilizia diffusa di tipo residenziale. La Procura veneziana quindi punta il dito anche contro l'operato dell'amministrazione guidata dall'attuale primo cittadino Gianpietro Menin. Il capo Ufficio tecnico Bullo rilasciava, con Menin sindaco, al Consorzio Cps di Treviso il permesso a costruire in contrasto con le previsioni dello strumento di pianificazione urbanistica sia per la volumetria concessa pari a 44 mila metri cubi a fronte di una previsione di 25 mila metri cubi che per l'avvio dei lavori. Potrebbe quindi profilarsi un nuovo capo di imputazione anche per la nuova amministrazione, eletta nel giugno del 2009 e che attualmente non si è ancora costituita parte civile. Davide Massaro ©RIPRODUZIONE RISERVATA