Tutte da costruire le opere in carico all'Italia

VICENZA Buoni ultimi arriviamo anche noi: sarà l'Anas a progettare l'anello tangenziale che collegherà la nuova base americana Dal Molin di Vicenza alla circolazione locale. Lo hanno annunciato il commissario governativo al Dal Molin Paolo Costa e il sindaco di Vicenza Achille Variati. «Dopo un periodo di difficoltà tra Anas e la Società Autostradale Brescia-Padova è arrivato l'accordo: la progettazione della tangenziale sarà opera dell'Anas che la eseguirà entro i prossimi sei mesi». Significa che hanno smesso di litigare e che il governo Monti ha trovato i soldi per le famose «compensazioni», si sente il rumore della moneta sonante. Era quel che i cittadini di Vicenza attendevano da due anni e che avevano perso la fiducia di avere. L'altra compensazione di cui si parla consiste nell'attrezzare a parco una ampia zona verde adiacente alla base della quale, per ora, si vede solo il brullo dell'attuale, straordinaria sicccità. In mezzo a tanto secco, nei giorni scorsi, sono apparse delle pozze d'acqua, bolle sorgive che hanno allarmato i tecnici del comune di Vicenza. La diagnosi è infausta: la base ha forma bislunga con sviluppo est-ovest e fa da barriera alla falda che scorre da nord a sud. In pratica ne blocca il deflusso. Variati s'è subito affrettato a tranquillizzare: «Il problema è allo studio dei nostri tecnici, qualsiasi sia la soluzione le autorità statunitensi si sono impegnate a coprire le spese per ripristinare il regolare deflusso della falda».Resta la preoccupazione di come possano farlo. A fermate i lavori non sono stati i ritrovamenti archeologici (fondamenta di un acquedotto romano, la tomba di un bambino del I-IV secolo D.C. più varie palafitte del VI secolo A.C.), non l'attivismo dei No Dal Molin, ma potrebbe farlo uno scherzo di madre natura che alla cementificazione in profondo del terreno si oppone e ributta in superficie l'acqua che non riesce a fare passare sotto. Le faglie sono almeno tre, dalla più superficiale alla più profonda. Gli ambientalisti avvertono che, nonostante l'ecocompatibilità vantata e l'ecosostenibilità, le faglie sono a rischio, la trielina sarebbe già presente, passata assieme ad altre sostanze tossiche lungo le fondamenta della base. (e.r.)