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di Enrico Ferro wPADOVA Ucciso a sangue freddo con un colpo di pistola in faccia, sulla panchina di un parco pubblico, mentre stava tentando di smaltire la sbornia della sua notte folle. L'ultima. Saber Labidi, 34 anni, tunisino residente in Francia, sposato e padre di una figlia, muratore di professione, alle spalle qualche piccolo precedente penale per rissa e violenze, è stato ammazzato in piazza Azzurri d'Italia, nel cuore del quartiere Arcella. Il connazionale Abdlkader Ouerghmi, 36 anni, senza fissa dimora, è finito invece in ospedale con l'arteria femorale perforata: l'assassino ha sparato anche contro di lui. Il sospetto è che tutto sia nato dopo una rissa da strada, per la fila davanti al chiosco dei panini piuttosto che per una questione di droga. Quel che è certo, è che il quartiere più popoloso e multietnico della città si ritrova di colpo a subire una nuova ondata di violenza incontrollata. La prima rissa. Verso le 3.30 è giunta la prima richiesta di aiuto alla centrale operativa dei carabinieri. Il gestore del chiosco dei panini di piazza Azzurri d'Italia ha assistito ad una rissa tra due gruppi ben distinti: da un lato quattro nordafricani tra cui anche Saber Labidi, dall'altro tre ragazzi dell'Est, forse albanesi, forse rumeni o addirittura moldavi. Due di questi hanno iniziato a litigare in fila davanti al chiosco, probabilmente per la precedenza non rispettata nelle ordinazioni. Dalle parole sono passati agli spintoni e la situazione è degenerata. Quando sul posto è giunta la gazzella dell'Arma il gruppo composto da ragazzi dell'Est si è dileguato e in piazza Azzurri d'Italia sono rimasti solo quattro tunisini, tutti ubriachi, uno in particolare. Mentre i carabinieri chiedevano spiegazioni su quanto successo, Saber Labidi si è steso su una panchina in legno del boschetto fiorito, accanto al PalArcella e allo stadio Colbachini: aveva bevuto e non riusciva a reggersi in piedi. La pattuglia è rimasta ferma in piazza Azzurri d'Italia quasi un'ora, serviva la certezza che gli animi si fossero raffreddati. Ma i militari del nucleo Radiomobile di Padova, una volta ripartiti, sono stati subito richiamati dalla centrale operativa. Spedizione punitiva. In quei pochi minuti qualcuno è tornato nella piazza e il sospetto è che si tratti proprio del gruppo di giovani dell'Est con cui era scoppiata la lite un'ora prima. Un individuo con la pistola in pugno si è diretto verso il boschetto dove stavano bivaccando i tunisini. Ha esploso due colpi di pistola a vuoto, poi ha sparato sulla gamba di Abdlkader Ouerghmi e infine si è avvicinato a Saber Labidi che stava dormendo sulla panchina completamente ubriaco: gli ha sparato in faccia e l'ha ucciso sul colpo. I soccorsi. Verso le 4.30 sono arrivate le ambulanze del Suem. Il ferito è stato trasportato d'urgenza in pronto soccorso. Il proiettile ha lesionato in modo parziale l'arteria femorale nella coscia destra. Oggi stesso sarà sottoposto ad una delicata operazione chirurgica. Per il trentaquattrenne invece non c'è stato nulla da fare. Le indagini. Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri del reparto operativo del colonnello Giuliano Polito e ai colleghi del nucleo Investigativo coordinato dal tenente colonnello Francesco Rastelli. Secondo quanto rilevato sembra che l'assassino abbia utilizzato una pistola semiautomatica calibro 7,65: nel parco sono stati trovati i quattro bossoli. C'è una telecamera del Comune che punta l'obiettivo su piazza Azzurri d'Italia: l'occhio elettronico ha ripreso tutte le fasi della prima rissa dove spicca un uomo molto alto e robusto, mentre meno chiare risultano le immagini dell'ultimo raid, l'esecuzione. Ieri all'alba i carabinieri hanno portato a termine sette perquisizioni in casa di albanesi dal grilletto facile o dei rumeni che solitamente spadroneggiano all'interno del Bingo, sempre più spesso covo per gruppi di stranieri protagonisti della Padova proibita. Con il passare delle ore però i sospetti si sono concentrati su tre albanesi. Tre albanesi in caserma. Importante è stata anche la testimonianza fornita dal tunisino ferito, il cui racconto è stato verbalizzato nel tardo pomeriggio. In serata i carabinieri hanno portato in caserma tre albanesi, tra cui appunto uno alto 1 metro e 88, il principale sospettato. I tre sono stati torchiati fino a notte fonda. ©RIPRODUZIONE RISERVATA