Il Patriarca compra mobili low cost contro gli sprechi

Agli occhi dei veneziani è già il "padre di tutti", un uomo fra gli uomini che nel suo abito rosso porpora ci sta bene, ma se indossasse jeans e maglietta sarebbe quasi la stessa cosa. Francesco Moraglia è il nuovo Patriarca di Venezia. Si è insediato in laguna tre giorni fa dopo otto mesi di cattedra vacante lasciata dal cardinale Angelo Scola, ora arcivescovo di Milano. Prima dei bagni di folla a Mestre e in Piazza San Marco, e delle cerimonie istituzionali, ha parlato con i giovani e gli operai. Ha detto alla gente che la crisi si sconfigge insieme e, sabato sera, si è infilato un grembiule bianco ed è andato alla mensa dei poveri: con il sorriso e i guanti di plastica, ha fatto il giro dei tavoli chiedendo ai suoi commensali se fossero a posto, o se per caso volessero ancora qualcosa da mangiare. Un pieno di umanità, arrivato dall'alto con il treno espresso che porta negli abissi dell'incertezza, della fatica a tirare avanti e a intravedere, da molto lontano, un futuro. Moraglia si dimostra così tanto uomo da indurre a chiedersi, spontaneamente, come sia la sua vita normale. Da Patriarca, sì, ma con i piedi su questa terra, quella che calpestano tutti. E una curiosità è presto soddisfatta. Arrivato dalla sua Liguria - è nato a Genova ed è stato vescovo di La Spezia - il nuovo pastore della diocesi di Venezia si è trovato a dover mettere a punto il suo appartamento, nella sede del patriarcato. Il cardinale Angelo Scola, che ha lasciato la laguna otto mesi fa, si è portato a Milano mobili, oggetti di arredo e suppellettili di sua proprietà che, a suo tempo, aveva scelto per arredarsi le stanze, in base a gusto personale e necessità. Non è dato sapere se sia pratica comune, nei passaggi di testimone da un Patriarca all'altro, portarsi via quanto acquistato lasciando "vuoti" in giro per la casa al proprio successore. Quello che si sa per certo è che Francesco Moraglia ha mandato in spedizione alcuni suoi collaboratori in magazzini di arredamento per la casa rigorosamente low cost, ordinando mobilio per la camera da letto, qualche elettrodomestico per la cucina e diversi accessori di cui il nuovo Patriarca necessita ma, al momento, ne è sprovvisto. Si vocifera che la spedizione si sia diretta verso l'Ikea o un megastore che abbia, come caratteristica principale, l'essere economico e senza troppe pretese. Chi va comprare per lui deve mettersi nei panni di un comune padre di famiglia che va a fare acquisti con il portafoglio leggero e qualche notte insonne alle spalle, fra crisi e pensieri, cose che conoscono bene in molti. Non c'è da immaginare che Moraglia sia arrivato in un appartamento vuoto. Le stanze del patriarcato di Venezia sono dotate di quanto è ritenuto necessario per la vita quotidiana di una persona: cucina, libreria, scrivanie, armadi. Ma per quanto va oltre lo stretto indispensabile, il nuovo Patriarca di Venezia, nel suo dietro le quinte, punta all'economico. Per un po' di agio e qualche vuoto di arredamento da colmare, non bada a stile, vezzi o capricci. Preferisce fare economia, nel rispetto di chi non se la passa tanto bene, forse, ma, probabilmente, anche del suo modo di essere. Silvia Zanardi ©RIPRODUZIONE RISERVATA