Il ritorno delle Grandi navi in Bacino

Il congelamento del divieto di passaggio delle grandi navi superiore alle 40 mila tonnellate in Bacino di San Marco - fino alla realizzazione del canale alternativo di passaggio - riportano in laguna due grosse compagnie di crociera che avevano già «tradito» Venezia per Trieste, all'avvio della nuova stagione crocieristica. Le compagnie P&O e Cunard hanno infatti comunicato all'Autorità Portuale di Trieste che non faranno scalo alla Stazione marittima nel 2012, così come previsto dal 7 aprile, dimezzando in pratica le previsioni di traffico del porto giuliano, che vede scendere le stime per l'anno in corso da 150 mila a circa 100 mila passeggeri, con 20 toccate in meno delle 56 previste. Una decisione maturata appunto di fronte alla conferma che i crocieristi delle due compagnie potranno tornare ad ammirare in partenza o in arrivo Piazza San Marco e Palazzo Ducale. Uno smacco per Trieste che, secondo quanto emerso anche alla recente Fiera di Miami in Florida, puntava a diventare il primo porto dell'Adriatico per traffico di passeggeri. Un primato che, almeno per il momento, rimarrà a Venezia. Si rallegra delle novità l'amministratore delegato della Venezia Terminal Passeggeri (Vtp) Roberto Perocchio. «Il ritorno a Venezia di compagnie di crociera importanti come Cunard e P&O - spiega - è la conferma che la strada adottata anche in accordo con il Governo per affrontare il problema del passaggio delle grandi navi in laguna è la migliore, e non penalizza per il momento il nostro traffico crocieristico. C'è chi, come la stessa Trieste, ha cercato di approfittare della situazione contingente, ampliando le voci critiche sulla situazione dello scalo di Venezia e sul mantenimento in Marittima del traffico crocieristico. Ma il ritorno in laguna di queste compagnie non appena la situazione è stata chiarita, conferma come Venezia resti la meta preferita dalle navi-crociera in Adriatico e del resto non abbiamo avuto disdette, dopo aver spiegato chiaramente la situazione. Certamente il passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco resta un elemento determinante nella scelta». E a proposito di alternative, va ricordato che una lettera ai ministri delle Infrastrutture Corrado Passera e dell'Ambiente Corrado Clini per chiedere l'«autorizzazione ad andare avanti con gli studi sul progetto del nuovo canale Contorta Sant'Angelo» è stata inviata dal presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa, dal presidente del Magistrato alle Acque Ciriaco D'Alessio e l'ammiraglio comandante della Capitaneria di Porto. «Non abbiamo idee precostituite», ha già dichiarato D'Alessio, «ma per vedere se il Contorta va bene dobbiamo studiare il progetto. E per questo dobbiamo essere autorizzati». Manca infatti finora un passaggio fondamentale per affrontare nel concreto il problema del passaggio delle grandi navi nel Bacino di San Marco: il via libera del Governo ai piani alternativi. C'è anche chi, come le società del porto passeggeri, vorrebbe mantenere tutto come sta. Dall'altra parte la pressione dei comitati, che denunciano pericoli e danni delle navi - sempre più grandi - in bacino San Marco. In mezzo le inchieste già aperte dalla Corte dei Conti, gli esposti presentati alla magistratura, le minacce di risarcimento danni avanzate dalla stessa Vtp. Enrico Tantucci ©RIPRODUZIONE RISERVATA