Il Consiglio celebra l'Unità al Bo ma Bonfante (Pd) attacca: «Zaia ci ha nascosto l'invito del Colle»

PADOVA A conclusione delle manifestazioni venete per i 150 anni dell'Unità d'Italia, oggi alle 10 il Consiglio regionale torna a Padova, nell'aula magna del Bo, per suggellare un anno di iniziative tricolori: «Il 150° è stato un momento di grande partecipazione civile e sociale», afferma Clodovaldo Ruffato (nella foto) il presidente del Consiglio «che ha confermato la nostra convinta intuizione di voler approfondire e riscoprire le ragioni del nostro stare insieme ed essere comunità per completare il nostro processo di unificazione nazionale. Stamani a celebrare il 17 marzo Giornata dell'Unità d'Italia sarà lo stesso Ruffato, affiancato dal vicepresidenteFranco Bonfante, dal prorettore vicario del Bo Francesco Gnesotto, dal sindaco di Padova Flavio Zanonato, dalla presidente della Provincia Barbara Degani, dal prefetto Ennio Mario Sodano, dal sindaco di Vicenza Achille Variati. La lectio sull'eredità del processo risorgimentale è affidata allo storico Mario Isnenghi. Alla manifestazione interverrà anche Red Canzian, testimonial del Veneto alla mostra delle Regioni a Roma. La vigilia, però, è nel segno della polemica: «Dopo aver denigrato per 364 giorni le celebrazioni dell'Unità d'Italia, alla fine il presidente Zaia si converte e di fronte riconosce l'importanza di un avvenimento storico per il nostro Paese», punge l'esponente del Pd Bonfante «ho scoperto he il Quirinale aveva inviato da tempo al presidente del Veneto l'invito e alla cerimonia di chiusura, cosa che Zaia si è ben guardato dal comunicare al Consiglio». «Da un lato considero uno sgarbo istituzionale quello di Zaia, che per rispetto del lavoro svolto, avrebbe almeno dovuto informare l'assemblea regionale dell'invito ricevuto dal Colle» prosegue Bonfante «al tempo stesso però, visto che il presidente ha delegato l'assessore Donazzan a rappresentare il Veneto a questo evento conclusivo, è inevitabile prendere atto che Zaia con questa decisione rende omaggio all'Italia e agli italiani uniti. Con buona pace delle sirene leghiste che hanno lavorato al boicottaggio dei festeggiamenti, ingiuriando costantemente i valori, gli ideali e l'identità italiana. Forse, da uomo che rincorre sempre il consenso, ha annusato che l'aria che tira non è più favorevole alla Padania. Meglio tardi che mai».