07 marzo 2012 —
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sezione: Nazionale
di Ernesto Milanesi wPADOVA Tutti i coordinatori provinciali schierati (con l’eccezione di Camillo De Pellegrin, sindaco di Forno di Zoldo, allettato da un incidente di sci) davanti ai simboli della destra: Almirante e D’Annunzio con le mostrine nere, ma anche Mennea, Ferrari, Muccioli e l’Italrugby. Futuro e libertà celebra sabato nell’auditorium della Fiera di Verona il primo congresso regionale con Italo Bocchino e Roberto Menia. Giorgio Conte è predestinato alla leadership veneta. Con il presidente della Camera Gianfranco Fini chiamato a «dare la linea» a Fli in vista delle Amministrative. E i riflettori sono puntati sulla Verona alternativa a Tosi e al Pd: «Lucia Cametti, consigliere uscente, donna di grande esperienza impegnata nel sociale è stata investita come candidato sindaco. Sarebbe utile e auspicabile un’indicazione comune con Udc e Api. Lavoriamo per il Terzo polo, altrimenti ci conteremo» spiega il coordinatore veronese Flavio Amicabile. Fli in Veneto conta poco più di 4 mila iscritti, con un 30-40% di giovani leve. Il congresso di sabato chiude il cerchio della fondazione, dopo l’elezione diretta dei dirigenti nelle sette province e prima di quella nei circoli territoriali. Spetta a Bruno Canella, coordinatore di Venezia ed ex consigliere regionale, tracciare il quadro politico: «L’attuale governo Pdl-Lega, che pure abbiamo contribuito a eleggere, ci sta deludendo profondamente. Troppo spesso Zaia si esibisce in camicia verde contro il governo Monti, invece di preoccuparsi per esempio dei 500 milioni liberati dal Cipe, come non era mai avvenuto con i governi Prodi e Berlusconi». Insomma, Fli s’incunea nel Veneto tradito dal centrodestra e distilla un “polo” nazionalista più che di centro. Una politica ormai in campo aperto, soprattutto a Nord Est. Lino Ravazzolo, sindaco e coordinatore padovano, manifesta il legittimo orgoglio: «Sono felice di aver chiuso la fase congressuale con i giovani chiamati a ruoli di responsabilità. Come Marco Azzalini (32 anni, avvocato, ex Sel ndr) coordinatore cittadino e Alberto Noventa responsabile della città metropolitana». In Polesine e nella Marca, i futuristi sono concentrati su banchetti e reclutamento. I sondaggi che in Veneto vogliono il Terzo Polo al 15-18%? «Per noi, la politica resta identità, servizio al bene comune e volontariato. Aspettiamo l’intervento di Fini a Verona e poi la convention nazionale del 17 e 18 marzo a Pietrasanta di Lucca» rispondono in coro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA