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L’asino plana sulla piazza a bordo di una mongolfiera

La celestiale Venezia ha il volo dell’angelo; Mestre, l’ex bruttina (ma vi sembra lo stesso agglomerato edilizio di vent’anni fa? No? E allora questa città non è brutta) ha l’asino. L’animale è dolcissimo ma da sempre preso a bastonate, le sue orecchie lunghe sono il simbolo degli scolari zucconi; la nobile Venezia canta, la popolare Mestre raglia. Povero asino, uno degli animali più incompresi della storia. All’asino del Carnevale di Mestre invece gli urbani abitanti della terraferma vogliono bene: quest’anno il Carnevale non appende il quadrupede con un gancio a una carrucola appiccata alla torre civica e lo fa rullare sopra la folla, lo fa volare davvero: l’asino del Carnevale di Mestre planerà su piazza Ferretto, domenica 19 febbraio a mezzogiorno, appeso a una piccola mongolfiera che poi atterrerà sulla pista di pattinaggio. L’evento sarà presentato da Porfirio Rubirosa. «Un volo vero e proprio», dice Piero Rosa Salva, presidente di Venezia Marketing & Eventi, che firma la festa con le Municipalità – ieri alla conferenza stampa in municipio c’erano tutti: Maurizio Enzo (Chirignago-Zelarino), Enzo Ordigoni (Favaro), Flavio Dal Corso e Bruno Polesel (Marghera), Massimo Venturini e Antonino Marra (Mestre Carpenedo), con l’assessore comunale al Turismo Roberto Panciera. Carnevale povero? Provate voi a fare una festa di nozze con tre palanche, hanno detto un po’ tutti. Solo che qui le tre palanche le hanno fatte fruttare. Gli artisti invitati a giocherellare per la città – musici, giocolieri, clowns, attori – sono tutti professionisti di buon livello, garantisce l’associazione Mandragola di Roberto Cargnelli (che per prima ha ripescato il meraviglioso teatro dei burattini); torna il Carnival Bus, l’autobus londinese a due piani che animerà le piazze di Marghera, Ca’ Sabbioni, Carpenedo, Chirignago, Favaro, Mestre, con una banda di comici, giocolieri, burattinai, saltimbanchi, trampolieri e mimi. Sabato 18 la sfilata dei carri a Marghera. Pochi soldi? È Marghera a indicare come si fa, dimostrando come il Carnevale sia la festa di tutti: il quartiere operaio, il più multietnico del Comune, fucina di esperienze emozionanti come il teatro alle Vaschette, il Carnevale se lo autofinanzia; la Municipalità ha invitato i commercianti (i piccoli negozi), le botteghe hanno aderito con entusiasmo, altro che sponsor dorati; pur con la crisi hanno sborsato quattrini. E la festa è proprio di tutti. Piero Rosa Salva è contento e sbandiera un pieghevole con il Programma Ufficiale (con le maiuscole ha un tono solenne), «La vita è teatro. Tutti in maschera»: «Vedete? C’è anche Mestre». Roberto Lamantea ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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