L'autopsia stabilirà le cause del decesso dell'eroe di guerra

MEOLO Sarà l'autopsia a chiarire le cause della morte di Adriano Granzotto, 88 anni, ex bersagliere e reduce di guerra, internato nel campo di concentramento di Buchenwald, morto nella sua abitazione di via Borgo Nuovo 9 a Meolo giovedì mattina. Non è certo se la morte sia stata causata da un infarto o dalla caduta in casa. L'anziano è stato trovato in un lago di sangue, avendo da tempo problemi seri di coagulazione del sangue, per i quali assumeva regolarmente il Coumadin. In un primo tempo si sospettava addirittura una morte violenta. Dopo il sopralluogo dei carabinieri di Meolo e San Donà , quindi del medico legale, oltre al Pm, dottor Terzo, vicino di casa, è stata definitivamente esclusa l'ipotesi di una morte violenta o del suicidio. Ieri Granzotto sarebbe stato insignito in prefettura di una medaglia quale reduce di guerra. Era già cavaliere della Repubblica, ex bersagliere con un passato di combattente che si era opposto al nazismo finendo poi nei lager. Era tornato a casa, raccontando spesso quella drammatica storia di vita alle figlie e ai nipoti. Vedovo, aveva due figlie, Marina, ex assessore a Preganziol, e Loretta, poi tanti nipoti, tra i quali Marco Malerba, che ha dato l'allarme giovedì quando il nonno non rispondeva al campanello. Avevano un appuntamento alle 10.30, ma l'anziano non aveva risposto. Marco lo ha cercato in paese, tornando poi in via Borgo Nuovo e decidendo di chiamare il 118 e i pompieri. Sul posto sono arrivati i carabinieri delle stazioni di Meolo e della compagnia di San Donà, poi gli assistenti domiciliari che dovevano portargli il pasto quotidiano. Sono entrati nell'abitazione con il medico legale e con il Pm si è convenuto nell'escludere il sospetto omicidio che era una delle ipotesi prese in considerazione dagli inquirenti. Oggi alle 13 ci sarà il conferimento incarico e a seguire, alle 14 l'esame autoptico del medico legale. Dopodichè potrà essere fissata la data dei funerali che saranno celebrati nella parrocchiale di Meolo, alla presenza delle associazioni dei combattenti pronte a celebrare un eroe semplice che nella sua vita ha scelto grandi ideali e ha lavorato sempre per la sua famiglia. Giovanni Cagnassi ©RIPRODUZIONE RISERVATA