Il movimento «antiPATico» non si fida del nuovo testo

Sono preoccupati per la sublagunare, scomparsa a parole dal Pat, ma presente ancora come tracciato nelle cartografie: «Una trappola». Sono soddisfatti, del No al tracciato di gronda per l'alta velocità chiarito nella nuova versione del Pat, ma chiedono un piano articolato su trasporti e stazione di Mestre. Sono arrabbiati per mancato blocco dei cambi d'uso a fini alberghieri, soddisfatti dalla dichiarazione - inserita nel maxi-emendamento di giunta - sull'incompatibilità delle grandi navi con la laguna, ma preoccupati dal progetto di scavo di un nuovo canale e di avamporto. E non sono per nulla placati da quel limite del 25% di nuove "urbanizzazioni" stabilito ora dalla giunta per il Quadrante di Tessera, perché non definisce l'area esatta dell'intervento e non fa capo ai 105 ettari del precedente Pat, ma ai 200 ettari complessivi dell'area. Questi umori di comitati e associazioni che negli ultimi mesi hanno dato vita alla mobilitazione cittadina «AntiPAtica» e che ora restano critici anche sulla nuova versione maxi emendata del Pat. Ieri hanno riempito l'aula IuaV Tafuri per fare il punto e decidere il da farsi, confrontandosi con i consiglieri comunali, chiamati lunedì al voto: presenti Bonzio, Renzo Scarpa, Funari, Gavagnin, Giusto. Accesissimo il confronto con il verde Caccia. I NoPat chiedono emendamenti al maxi-emendamento, annunciano nuova mobilitazione in Consiglio comunale lunedì, ma si preparano anche a presentare osservazioni formali, quando - una volta approvato il Pat - si passerà alla fase del'adozione: tra gli altri, saranno ripresentati gli emendamenti bocciati da una maggioranza trasversale inConsiglio, che miravano a esplicitare che il tracciato sulle mappe per il collegamento aeroporto-Fondamente Nuove è relativo solo a mezzi "acquei" e non alla sublagunare e stabilire un blocco dei cambi d'uso alberghieri.Per Tessera City l'emendamento-osservazione è per definire esattamente dimensioni e luogo delle nuove urbanizzazioni, perché restino nella zona di proprietà attuale del Comune, «vincolo fattuale» - lo chiamano - alle voglie di espansione dell'aeroporto. (r.d.r.)