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Fornero: voglio incontrare Marchionne

ROMA «Ho intenzione di incontrare Marchionne al più presto. Voglio che mi spieghi di persona quali sono le sue intenzioni». All’indomani delle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Fiat e Chrysler sul futuro del nuovo gruppo, il ministro del Lavoro Elsa Fornero non cela la sua preoccupazione e vuole «conoscere i piani di investimento della Fiat, in particolare per quanto riguarda l’occupazione». La risposta non tarda ad arrivare: «Sono più che disposto a vederla al più presto - fa sapere Sergio Marchionne da Detroit - L’ho già fatto per Pomigliano». L’idea di un confronto Fornero-Marchionne piace al segretario generale della Fiom, Maurizio Landini: «E’ un anno e mezzo che cerchiamo di capire il piano Fiat. Speriamo che il confronto - aggiunge - non sia solo tra due persone importanti, ma che da li scaturisca la convocazione di un tavolo vero e proprio per un confronto più ampio». Intanto il ministro prosegue il suo giro di ricognizione con i rappresentanti delle parti sociali in vista della riforma che il governo si appresta a mettere in campo sul mercato del lavoro. Dopo i rappresentanti di Cisl e Uil incontrati lunedì, ieri è stata la volta dell’Ugl, oggi toccherà alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia mentre venerdì Elsa Fornero ascolterà i rappresentanti di Rete imprese. Con il ministro Fornero «non abbiamo discusso dell’articolo 18 ma di come creare le condizioni per la crescita» ha detto il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, al termine dell’incontro con la titolare del dicastero del Lavoro. Fornero e Centrella hanno affrontato il tema degli ammortizzatori sociali: «Il ministro ci ha detto che vuole riformare gli ammortizzatori sociali insieme al sindacato, ma non è entrato nei dettagli. Di certo non può esserci una riforma a costo zero. C’è un dato: paghiamo la cassa integrazione in deroga ad aziende che non hanno versato un centesimo per la Cig, se allarghiamo il contributo a tutte le aziende, troviamo anche le risorse». Centrella ha infine definito il ministro una persona «molto concreta. È un altro ministro - ha concluso - che intende prendersi le responsabilità». Dal canto suo il segretario del Pd Pierluigi Bersani mette però in guardia il governo: «La riforma del mercato del lavoro può accompagnare, ma non produce lavoro - dichiara - Il tema degli ammortizzatori è rilevantissimo e bisogna fare attenzione al 2012 perché avremo la recessione, speriamo in misura limitata e bisogna andare in soccorso a chi è in difficoltà. La logica del Pd non è condizionare il governo ma al contrario mira proprio a far funzionare al meglio le cose».