Schiavina non abbandona il ponte

Uno sguardo oltre il ponte, proponendo un nuovo metodo di raccolta fondi per i restauri di opere pubbliche a Venezia, alternativo alle solite e impattanti maxipubblicità basato sulla partecipazione popolare con microfinanziamenti - 10 euro a testa - in cambio del proprio nome inciso sul manufatto in cubi rotanti di limitate dimensioni che ne costituirebbero i parapetti. Dopo lo stop del Comune, visto anche il parere negativo della commissione sui beni architettonici del Ministero ai Beni Culturali, al progetto di un nuovo Ponte dell'Accademia, a Venezia, l'impresa che aveva progettato l'opera, la Schiavina - a Palazzo Sandi sede dell'Ance, prestata per l'occasione dal suo presidente Errico - a rendere noto di non voler abbandonare l'esperienza maturata su Venezia e a dirsi pronta a utilizzare quanto acquisito con il progetto presentato il 13 dicembre dello scorso anno per altre opere in citta'.Siamo disponibili a discutere con l'amministrazione comunale - ha detto Maria Carla Schiavina, presidente dell'impresa bolognese di costruzioni che ha da tempo radici anche a Venezia -per l'eventuale prossimo bando di restauro del ponte dell'Accademia, cosi' come a trasferire il modello proposto su altri interventi. Schiavina ha illustrato le idee alla base del progetto per l'Accademia, depositato in Comune un anno fa. Il nuovo ponte prevedeva l'utilizzo di acciaio per la realizzazione, mantenendo pero' al suo interno la struttura portante attuale, puntando sugli obiettivi di accessibilita',con particolare riguardo ai disabili, e innovazione, sia nel design che nella scelta dei materiali. Scelte - è stato detto - riproponibili, come la modalita' difinanziamento che prevedeva un sistema di partecipazione e microinvestimenti in grado di coprire i costi dell'opera: 6 milioni e 400 mila euro. Un sistema trasferibile - e' stato ricordato - per dare corpo ad una comunita', nazionale e internazionale, desiderosa di sostenere in modo autonomo progetti di particolare interesse, andando oltre la nozione di sponsor, sulla base di un sistema brevettato dalla Schiavina e battezzato "Dadò". Il celere restauro del Ponte dell'Accademia è in ogni caso indispensabile - come ha sottolineato il professor Massimo Majowiecki, che ha recente giudicato anche la parte strutturale del Ponte della Costituzione o di Calatrava - per l'avanzato degrado non solo della parte lignea ma anche di quella in acciaio. (e.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA