11 dicembre 2011 —
pagina 32
sezione: Nazionale
CAVARZERE «Io su quella strada ci sono passato anche recentemente: oggi ci sono le luci, c'è la segnaletica giusta, c'è il limite dei 70 orari. Perché queste cose non c'erano quando è morto Luigi?». Cristiano De Agostini è il fratello di Luigi che sulla strada dei Vivai ha perso la vita nel marzo 2010, guidando l'auto su cui viaggiava con l'amico Marco Birolo. Un errore irrimediabile, il suo: imboccare la corsia opposta, da cui giungeva un'altra auto. Nessuno scampo per i due ragazzi, di 24 e 25 anni, che sono morti bruciati nel rogo causato dallo scontro. Ma, sin dal giorno dopo l'incidente, fu chiaro che la “colpa” non poteva essere tutta del ragazzo: la strada mal segnalata e male illuminata poteva averlo tratto in inganno e, ancor peggio, Marco e Luigi non erano le prime vittime di quel tratto di strada dove i lavori erano finiti (ma non completati) da poco. Ora il pubblico ministero Sergio Dini ha chiuso le indagini su quel tragico incidente e starebbe per chiedere il rinvio a giudizio, per concorso in omicidio colposo di otto indagati tra cui progettista, direttore dei lavori e funzionari dell'Anas. “In Italia, lo vediamo ogni giorno - dice Cristiano - i veri responsabili dei disastri non pagano mai. Spero che, almeno in questo caso, chi ha responsabilità, paghi. Forse potrà servire a evitare altre morti assurde come quella di Marco e Luigi». Diego Degan ©RIPRODUZIONE RISERVATA