10.000 firme salva-ospedale da Zaia

JESOLO.Ospedale di Jesolo, un «salame tagliato a fette». La serata organizzata dal Movimento per l'Ospedale del Litorale al Kursaal ha visto la partecipazione di oltre 300 persone. Non si sono presentati gli ospiti, dal presidente della Regione Zaia, all'assessore regionale Luca Coletto, che però ha inviato un messaggio di scuse, quindi il dirigente Ulss 10 Paolo Stocco, il presidente della conferenza dei sindaci per la sanità Graziano Teso e il presidente della V commissione Leonardo Padrin. Sul palco alcuni rappresentanti del movimento tra cui Massimo Zaramella e Giuseppe Habeler hanno ripercorso le tappe della storia del comitato. Hanno raccolto qualcosa come 10 mila firme e le porteranno ora davanti all'ufficio del presidente Zaia.
L'intervento di Daniele Bison, ex assessore alla sanità, tra i fondatori del movimento, era uno dei più attesi dopo la clamorosa estromissione dalla giunta Calzavara. E' stato proposto quale «tecnico» che dal '93 ad oggi ha elencato documenti alla mano tagli e ridimensionamenti. Ed ecco il salame tagliato a fette. Giovanna Astolfo ha proiettato le slide che ripercorrevano tutta la storia del nosocomio dal 1928. Un'ottima organizzazione, con tanto di maestro di pianoforte, Marco Boem di Musile, sulle cui note la misteriosa «signora Grazia» ha letto una lettera appassionata sull'ospedale. Il sindaco, che non era tra gli invitati, ha fatto avere un messaggio inequivocabile: «Chi mi attribuisce pensieri e dichiarazioni non mie sarà querelato». Il pubblico è rimasto impietrito. Poi è stata la volta dei capigruppo, Roberto Rugolotto del Pd, Claudio Ferro del gruppo misto, Lucas Pavanetto del Pdl di opposizione. Il primo ha pronunciato una filippica contro la maggioranza e chi ha «cambiato casacca», evidenziando quelle che ritiene le responsabilità dell'amministrazione. Ferro ha confermato di essere dalla parte dei cittadini e dell'ospedale dopo il suo ingresso in maggioranza. Infine Pavanetto contrito: «Mi dispiace non ci siano gli interlocutori invitati, continuerò a combattere per l'ospedale».

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