20 ottobre 2010 —
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sezione: Cronaca
Il mondo dellartigianato veneziano è ancora in difficoltà. Il numero degli occupati scende del 2,2% nel primo semestre 2010 rispetto allo stesso periodo dellanno precedente. Eppure, in un panorama a tinte fosche, cè un dato che lancia segnali di speranza. Quel dato si riferisce al reparto delle calzature, nel quale si registra una crescita delloccupazione che si aggira attorno al 3%.
Lindagine periodica della Confartigianato provinciale regala un barlume di luce, legato anche al fatto che il calo del numero dei lavoratori è più contenuto rispetto a quello monitorato nel 2008 e nel 2009. Analizzando nel dettaglio i numeri fissati dallassociazione, la ripresa appare ancora molto lontana. In generale, loccupazione nel Veneziano cala del 2,2%. Soffre soprattutto il macrocomparto delle costruzioni che, con un meno 3,3%, accresce il dato negativo (-3) del periodo luglio-dicembre 2009. Segno negativo anche per il terziario (-2%) e il manifatturiero (-1,8). Solo 3 settori sui 14 complessivi registrano invece dinamiche positive: calzaturiero (+2,9), impiantistica (0,7) e servizi alla persona (0,6). I problemi occupazionali investono sia i lavoratori italiani, con il -2,2%, sia i lavoratori stranieri (-1,8). A livello territoriale, la maglia nera spetta al mandamento di Chioggia con lavoratori in calo del 6,8%. Al secondo posto Mestre (-4,9) e Cavarzere (-4,1). Per quanto riguarda le tipologie doccupazione, segno negativo - anche se in recupero - nelle richieste di impiegati (-4 contro il -7,2 del secondo semestre 2009); in lieve risalita anche il dato riguardante la richiesta di operai, sempre però con segno negativo (-1,4% contro -3,9 della seconda parte del 2009). Crolla il numero degli apprendisti under 18 che nel primo semestre 2010 sono il 35,4%. Gli over 18 fanno registrare un -3,4%. «Purtroppo si nota una dinamica ancora negativa - conferma Giuseppe Molin, presidente di Confartigianato provinciale - però la flessione occupazionale nel mondo artigiano ha subìto un rallentamento e la ripresa evidenziata da un settore cardine e dalla grande tradizione come quello del calzaturiero lascia ben sperare. Per questo intensificheremo ulteriormente il nostro apporto alle imprese: oggi come non mai è necessario spingere sullintegrazione di filiera, il mondo degli imprenditori artigiani chiede allunisono politiche fiscali e industriali che promuovano la riorganizzazione del tessuto economico».
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(Gianluca Codognato)