07 settembre 2010 —
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sezione: Economia
TREVISO. Per evitare guai peggiori, Fondazione Cassamarca deve sganciarsi da Unicredit. Una proposta, quella lanciata dal consigliere leghista di Fondazione Marco Serena, che trova riscontri positivi tra le prime file del Carroccio, sostenute a gran voce anche da Massimo Malvestio, avvocato trevigiano esperto di banche, già fidato consulente per Zaia.
Malvestio sottoscrive lidea: «Serena ha ragione da vendere. Serve più stabilità alla Fondazione e alle sue entrate, impegnata comè in investimenti di lungo periodo». Non sarebbe nemmeno una grande novità quella lanciata da Serena, secondo Malvestio: «Non voglio nessuna paternità sullidea, ma sono anni che dico di uscire da Unicredit e affidarsi a investimenti più sicuri e con un andamento più prevedibile. Il mio avvertimento è sempre rimasto inascoltato ma spero che le ultime vicende intorno a Fondazione abbiano aperto gli occhi a chi era contrario e gli investimenti vengano riformulata in tal senso».
Proprio i risultati alterni ottenuti con la banca guidata da Alessandro Profumo, hanno spalancato le porte ad una discussione tutta interna alla Lega - decisa a gestire il tesoretto di Fondazione - dove si dicono possibilisti esponenti del calibro di Luca Zaia, mentre i primi cittadini di Castelfranco e Treviso Dussin e Gobbo - entrambi presenti nel consiglio di Cassamarca con un rappresentante ciascuno - stanno valutando lapertura di un dibattito sul tema. Contrario finora Flavio tosi, sindaco di Verona, che pesa molto di più di Treviso in Unicredit. A spegnere gli entusiasmi ci pensa il presidente dellente Dino De Poli, che cassa il «suggerimento» di Serena riducendolo a «una serie di stupidaggini». Il muro eretto da De Poli a difesa di Unicredit non scoraggia però Malvestio, indicato più volte come papabile successore dello stesso presidente, salvo affermare «che non ho nessuna intenzione di rivestire quella o altre cariche. Il mio è solo un parere tecnico» anche se non mancano certo le adiacenze con il governatore Zaia - e giocoforza della Lega - di cui Malvestio è stato consulente giuridico durante lincarico ministeriale e che lo rappresenta in qualità di avvocato. «La mia non è certo una questione di interesse o appartenenza, ma una visione che ho sempre avuto dellente e dei suo possibili sviluppi sul territorio. Sono convinto che diventare azionisti di una multiutility come Ascopiave, ad esempio, ridurrebbe di molto lesposizione di Fondazione Cassamarca rispetto ai rischi dei mercati azionari e della finanza. Se non altro perché le tariffe del gas si sanno già, vengono decise da unauthority, e il numero dei clienti non subisce grandi variazioni. Visti gli impegni di natura pluriennale presi da Fondazione, credo sia naturale ricercare strade più sicure per mantenere in piedi i conti e non trovarsi con sorprese dellultima ora».
Nessuna rivoluzione al momento, ma lassetto di Fondazione potrebbe cambiare già nel giro di due anni, con larrivo di nuove nomine e equilibri per nulla scontati. A tenere ben saldo il bastone del comando ci pensa però De Poli, che anche ieri, dopo aver serrato le file durante la riunione del consiglio di indirizzo, non si è lasciato certo intimidire. «Quelle di Serena, xe monae, neanche badarlo - ha affermato - parla per se e tira fuori sempre queste sorprese. Quello che solleva è un falso problema per Fondazione e il consiglio non gli va certo dietro».
Con la sua proposta, Serena ha allargato una frattura che sembra difficilmente sanabile, visto che proprio ieri, dicono i bene informati, il consigliere leghista in quota alla Provincia di Treviso, si è visto rifiutare un faccia a faccia con De Poli per spiegare la sua posizione.
Da parte sua il sindaco di Treviso sta valutando la portata delloperazione che, come dice il presidente della Provincia, Muraro «deve essere letta secondo i numeri. Serena, con il quale mi sono sentito oggi, ha parlato per se, non in nostra rappresentanza, ma il suggerimento mi sembra tutto sommato costruttivo».
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Enrico Tidona