Dopo 55 anni addio al Calcio Mira

MIRA. Sparisce il calcio Mira. La gloriosa società biancoverde che è nata nel 1955, e che ha fatto la storia del calcio rivierasco, quest'anno per la prima volta non iscrive la squadra ai campionati, per carenza di soldi. E in paese scoppia il putiferio.
Il Mira aveva giocato nei primi anni 80 in serie C2 e ora la notizia lascia tanti miresi con l'amaro in bocca e coglie di sorpresa il sindaco Michele Carpinetti, che lancia un appello alle forze imprenditoriali. A rappresentare il terzo Comune della provincia saranno altre formazioni come l'Oriago, il Gambarare (in Seconda), il Borbiago ed i Marano (in Terza) ma la storia calcistica non è acqua. Una delle più importanti società veneziane cosi svanisce nel nulla. A gestire il Gs Mira in questi ultime stagioni era stato il manager Generoso Guarino non nuovo a crisi delle proprie squadre. Il Comune dal canto suo vista la crisi di vivai causata dalla società, aveva affidato la gestione dello stadio Valmarana al Gambarare. «Quello che è successo - spiega il sindaco Michele Carpinetti - ci rattrista. Per la prima volta da oltre 50 anni i miresi non vedranno più giocare la società che ha fatto anche la storia del paese con i suoi successi sportivi. Va detto però che nonostante gli appelli di aiuto arrivati dall'attuale gestione, in un periodo di crisi come questo il Comune non poteva certo investire molti soldi per salvare la società. Ora non resta che rimboccarci le maniche e cercare di unire gli sforzi magari per trovare nuovi imprenditori in grado di rifondare la società». Tutti in paese ricordano che nella stagione 1979/80 con alla guida Luciano Stevanato si giocò all'Appiani di Padova lo spareggio col Montebelluna e il Gs Mira conquistò il passaggio alla serie C2. Nella stagione seguente sempre con il presidente Giuseppe «Bepi» Lissandrin, la compagine si confermò tra i professionisti ed Ennio Gazzetta vinse la classifica marcatori con 21 reti. Tecnicamente però, al momento, la società però non è fallita, solo che a causa della carenza di soldi non potrà presentare alcuna squadra. «Purtroppo - spiega l'ex presidente Romeo Iannoccari - si è arrivati a questo punto. Ora bisogna voltare pagina. L'idea vincente sarebbe quella di creare una unica società per il territorio mirese, ma ci sono tropi campanilismi nel territorio».

(Alessandro Abbadir) /