Risorgimento invisibile Museo chiuso da anni ma online risulta aperto

Chi vuole visitare il Museo del Risorgimento deve affidarsi a Google. Almeno 4 o 5 siti internet spiegano come raggiungerlo e ne danno un'accurata descrizione. E' in Piazza San Marco, all'interno del Museo Correr ed espone «ampia documentazione della storia e della vita di Venezia dalla fine della Repubblica di San Marco all'età contemporanea: cimeli, spille, ventagli, bandiere, uniformi, proclami».
Copre un arco di storia fra l'effimera occupazione napoleonica all'Unità d'Italia e alla Resistenza. Tutto chiaro, fino a quando si sale al secondo piano del Correr e si scopre che il Museo del Risorgimento (e dell'Ottocento) veneziano si esaurisce a una scritta su una porta. Dal 1997, infatti, non esiste più: è stato chiuso, seppur alcuni siti turistici continuino a inserirlo fra le attrazioni culturali veneziane. «E' stato chiuso per ampliare lo spazio espositivo e didattico del Correr - spiega il professor Camillo Tonini, conservatore delle raccolte storiche del Museo - Ma la documentazione non è tenuta sottochiave, anzi. E' stata e sarà recuperata per mostre temporanee dedicate all'Ottocento e ai suoi personaggi. Alcuni dipinti verranno probabilmente esposti al primo piano del museo, nella Sala da Ballo». La prima mostra temporanea, «Dai Dogi agli Imperatori», èstata organizzata in Calle della Mandola nello stesso anno della chiusura, il 1997, e l'anno successivo, alla Cassa di Risparmio, si è tenuta «Venezia Quarantotto», un'esposizione temporanea di documenti, dipinti e cimeli della prima guerra di indipendenza. Con un lungo salto si arriva al 2002, quando dal 20 dicembre al 31 gennaio 2003 si è tenuta, nelle Sale Museali della Marciana, la mostra «Niccolò Tommaseo e il suo mondo. Patrie e nazioni», che ha riesumato volumi a stampa, carte geografiche, ritratti, incisioni e dipinti provenienti da Correr, Marciana e Museo Benaki di Atene. E fra le più importanti c'è quella dedicata a Daniele Manin nel 2007, per celebrare i 150 anni dalla sua morte. Per tutto l'anno, l'Ateneo Veneto si è dedicato al suo esilio a Parigi e, alla Cassa di Risparmio, è stata esposta la scrivania alla quale lavorava.
L'anno scorso, lo storico veneziano Mario Isnenghi ha chiesto la riapertura del Museo del Risorgimento. E il professor Adolfo Bernardello, docente universitario e presidente dell'associazione «Venezia Ottocento», ha colto lo spunto per riflettere sulla necessità di dare a Venezia un museo adeguato: «Il ripristino del museo del Risorgimento è un obiettivo sacrosanto, ma mi chiedo anche dove vada il turista illuminato che vuole approfondire la storia di Venezia in generale - dice Bernardello - Di musei ce ne sono molti, ma sarebbe ora di costruire strutture permanenti dedicate solo alla sua storia. Amsterdam o Strasburgo, ne hanno di pregevoli, ricche di contenuti didattici adatti a ogni fascia di età». A Mestre è in programma la costruzione dell'M9: «Mi chiedo perché non possa essere quella la sede centrale di un museo che ripercorra le vicende del territorio dalle origini ai giorni nostri», incalza.

Silvia Zanardi