Sono arrivati addirittura i testimoni dal Canada per dimostrare che quelle 10 mila tonnellate di combustibile biodisel erano stati prodotti e acquistati in quel paese e non negli Usa. Ma al Tribunale del Riesame di Venezia non sono bastati e così ha confermato il sequestro.
Dogana e Guardia di Finanza del Porto di Venezia avevano sequestrato lintero carico della nave destinato alla «Bussinello Prodotti Petroliferi» perché limportatore avrebbe dovuto pagare circa due milioni di euro di dazio antidumping comunitario, ritenendo che il biodisel fosse stato acquistato negli Usa, paese dove la produzione del carburante verde è sovvenzionata con i sussidi governativi.
I difensori di Andrea Bussinello avevano fatto ricorso contro il sequestro, cercando di dimostrare che la nave aveva caricato il combustibile tra il 20 e il 23 nel porto canadese di Quebec, portando lispettore di carico che aveva eseguito loperazione in Canada e un fotografo canadese, che aveva immortalato la stessa nave nel porto di Quebec. Ma, stando allaccusa sostenuta dal pubblico ministero Federico Bressan, il tracciato satellitare indicava che la nave avesse toccato più di uno scalo negli Stati Uniti, ma non quello canadese indicato dalla documentazione di accompagnamento del carico.
A protestare per le importazioni provenienti dagli Usa sono soprattutto i produttori italiani ed europei, sostenendo che i sussidi Usa per i produttori americani falsano la libera concorrenza. Proprio per questo la Comunità europea ha imposto una tassa piuttosto considerevole sul combustibile verde proveniente da quel paese. Ieri, gli avvocati hanno portato in aula i verbali dei testimoni canadesi, la foto scattata nel porto di Qubec da uno dei due, la documentazione proveniente dal paese oltreoceano.
Ma tutto questo non è bastato per i giudici veneziani presieduti da Giovanni Maria Pietrogrande, che hanno respinto il ricorso dei difensori di Andrea Bussinello, indagato per evasione doganale.
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(Giorgio Cecchetti) /