No unanime del Consiglio comunale veneziano, riunito ieri in seduta straordinaria in via Palazzo, al progetto di ampliamento dellimpianto di trattamento di fanghi e rifiuti nocivi e pericolosi della Alles Spa. Tutti i partiti si sono schierati a favore della delibera che boccia il progetto allesame della Commissione Via regionale. Ma quella di ieri è stata una seduta rumorosa, polemica, a tratti rissosa. Con una contestazione «bipartisan» al presidente Boraso. Il voto finale ha sorpreso molti.
Il centrodestra si è presentato a ranghi ridotti. Assenti i consiglieri Campa, Zuin e Centenaro. In aula solo il Pdl Cavaliere, il leghista Mazzonetto, Saetta, Salviato e Pomoni. Tutti critici contro un Consiglio straordinario a pochi giorni dalle elezioni che si presta «a speculazioni in clima da campagna elettorale». Ma poi anche loro votano a favore del no della giunta Cacciari allimpianto di Marghera e contro la Regione e le recenti dichiarazioni a favore dellimpianto del candidato sindaco Renato Brunetta. In via Palazzo ieri i movimenti si sono mobilitati con un sit-in di centri sociali, ambientalisti e «grillini». In sala, lassemblea contro il rischio chimico con striscioni contro Brunetta, Zaia e la Regione che poi i vigili chiedono di coprire. Contestano, urlano il loro «No ai tumori». La bagarre politica inizia subito. Dalla maggioranza arriva la richiesta di inserire in votazione anche un ordine del giorno contro lavvio dellinceneritore Sg31 da parte della Regione. Il presidente Renato Boraso contesta la richiesta, afferma di non vedere un legame diretto e urgente con la vicenda Alles Spa, società del gruppo Mantovani. Scoppia la polemica e Boraso alla fine viene contestato da tutti, perfino dal suo partito. Bonzio (Rifondazione) deposita una mozione di censura nei suoi confronti: «lei è inadeguato - dice - anche lultimo giorno ha dimostrato di non aver imparato nulla». Boraso replica: «vergognati, io non ho mai insultato nessuno». «Ti sfiducio - attacca Antonio Cavaliere del Pdl - perché hai permesso questo spettacolo senza senso; sullAlles doveva essere il nuovo Consiglio comunale a decidere». E Mazzonetto: «lei non è stato garante né della maggioranza né dellopposizione». Boraso conduce i lavori fino al voto finale sulla delibera di Alles, poi quando tocca allordine del giorno sullinceneritore lascia laula con il centrodestra. Il documento passa con il solo voto, unanime, della maggioranza. Tutti i partiti alla fine si sono schierati contro un progetto che, ha ribadito ieri lassessore allAmbiente Belcaro, cozza con le norme del Prg, prevede di triplicare fino a 300 mila tonnellate i rifiuti pericolosi trattati in unarea dove non è stata effettuata bonifica e viene presentato da privati, mentre la norma consente il «revamping» solo al pubblico. Mazzonetto annuncia che di questo Consiglio si occuperà «la Corte dei conti perché è stato riunito per esprimere un parere fuori termine, la scadenza era il 9 novembre scorso, e non vincolante». Beppe Caccia ribatte: «il procedimento doveva concludersi il 9 novembre ma lillustrazione del progetto cè stata nella prima settimana di dicembre e il primo sopralluogo della commissione cè stato il 18 dicembre. E evidente pensare che la scelta dei tempi di Regione e dei privati non è stata affatto casuale». Stessi timori nellanalisi sul rischio di Felice Casson. «Non ci fidiamo di quello che dice la Regione. Vedi il nucleare: a Roma dicono una cosa, a Venezia unaltra», incalza il capogruppo del Pd Claudio Borghello.
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Mitia Chiarin