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Distretto sanitario, doccia gelata

 FAVARO. Il Distretto sanitario Mestre Nord? «In stand-by». La dichiarazione è del direttore generale dell’Asl 12, Antonio Padoan, il quale non si sbilancia sull’opera tanto attesa dagli abitanti, che avrebbe dovuto già essere andata in gara. La delibera dell’Asl che mette a bilancio la somma necessaria non è ancora stata firmata. Questo il direttore generale lo conferma. «Sto attendendo qualche cosa» aggiunge. Ma non specifica. Ribadisce: «Con il distretto siamo in stand-by». Parole che non lasciano dubbi sul fatto che un accordo non è stato evidentemente ancora trovato. Nei giorni scorsi lo stesso direttore sanitario aveva avuto un incontro con il sindaco Massimo Cacciari: tra i temi toccati anche quello relativo al nuovo presidio che dovrebbe sorgere a Favaro, in un’area già individuata che si trova dietro la piscina «Marco Polo». Le notizie girate in questi giorni erano positive, tanto che il presidente della Municipalità, Gabriele Scaramuzza, attendeva a breve la convocazione di un incontro proprio a Favaro, durante il quale sarebbero state date tutte le informazioni del caso agli abitanti e si sarebbe fatto il punto sullo stato dell’arte del progetto. A quanto pare invece, non c’è alcuna certezza sull’avvio dei lavori, sulla gara d’appalto e sui finanziamenti. Martedì scorso proprio il «parlamentino» di Favaro aveva chiesto al sindaco Massimo Cacciari, tramite un ordine del giorno, che facesse luce sulla vicenda. Che non riguarda solo Favaro, ma anche Carpenedo nonché i comuni di Marcon e Quarto d’Altino. «Non si possono fare giochetti sulla pelle dei cittadini - commenta il presidente di Mestre centro, Massimo Venturini, che fa parte del comitato di Distretto - Vogliamo che gli impegni vengano rispettati e che i cittadini sappiano di chi è la responsabilità se l’opera non viene realizzata. A mio avviso, la verità è che ci sono problemi di finanziamenti». Ad esprimere preoccupazione è anche il presidente del comitato del distretto, vale a dire il sindaco del comune di Marcon, Pier Antonio Tomasi: «La situazione è incerta - dice - Ho intenzione di chiedere un incontro all’Asl e prima che scadano i presidenti convocherò anche il comitato di distretto». Tra gli ultimi atti concreti della Municipalità - proprio per velocizzare i lavori che sarebbero dovuti partire a breve - c’era stato l’avvio del progetto relativo alle opere di urbanizzazione del sito dove dovrà sorgere l’edificio destinato a servire 90 mila persone. Il territorio senza un nuovo Distretto non può più stare: la popolazione è aumentata, ci sono troppe sedi dislocate e quella di Favaro, alla Fucini, è troppo piccola per ospitare tutti i pazienti.
- (Marta Artico) /

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