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Incontro indimenticabile, parlando d’arte e Shoah

 Il maestro Giorgio Celiberti ha incontrato nei giorni scorsi, nell’aula didattica del Museo Ebraico di Venezia, gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado Volpi di Favaro Veneto, una classe di Venezia e una di Silea. A rendergli omaggio c’erano il direttore del museo Roberto Bassi, la responsabile dei servizi didattici del museo Irene Martini e la presidente della associazione Figli della Shoah di Venezia, Marina Campos.
 L’aula era gremita di studenti, desiderosi di conoscere l’artista della mostra «Esilio e Anima» dedicata ai bambini deportati a Terezin, allestita al Museo Ebraico e intorno alla quale è stata condotta l’attività didattica sulla Shoah in occasione del Giorno della Memoria.
 E’ stato un incontro molto intenso. Il maestro è passato tra i ragazzi, ha guardato commosso i loro volti sorridenti, ha seguito attentamente la proiezione del lavoro delle classi, coordinato dalla docente Martina Bettio.
 «E’ da tanto tempo che non mi trovo tra così tanti giovani: forse non mi era mai capitato» ha detto Celiberti. Assieme ai ragazzi ha visitato la sua mostra scoprendo le piccole opere d’arte dei ragazzi esposte accanto alle sue. Già questo è stato un onore per gli studenti e per gli insegnanti, ma Celiberti, con la semplicità di un grande artista, è andato oltre, regalando a ogni presente una stampa che ha autografato volta per volta, chiedendo il nome e stringendo la mano ad ognuno.