Campalto, la variante è ancora bloccata


CAMPALTO. Conto alla rovescia per approvare la variante di Campalto. La Municipalità è preoccupata: nonostante il via libera della commissione Salvaguardia lo strumento urbanistico che dovrebbe ridisegnare il volto del paese non ha ancora concluso il suo iter.
«Ho quasi la certezza che la Regione non ce la faccia» spiega il delegato alla Pianificazione del territorio Paolo Vettorello. «La gente continua a chiederci se il Piano è pronto, visti i tanti interessi che attorno ad esso ruotano, e noi siamo costretti a rispondere ancora no. La variante per Campalto è stata licenziata ufficialmente a febbraio 2005, utilizzando per la prima volta criteri innovativi di partecipazione: è rimasta ferma cinque anni». Lo strumento urbanistico prevede, infatti, 1.032 nuovi cittadini (ai quali vanno assommati i 1.295 previsti nel piano regolatore generale per la terraferma del '99) che abiteranno in residenze costruite secondo criteri dell'ecosostenibilità e della bioedilizia. Molta parte degli abitanti risiederà in nuovi appartamenti unifamilari costruiti su filari a schiera che andranno a sistemarsi lungo via Sabbadino. Il piano prevede però anche 360 mila mq di verde e molti spazi commerciali. E c'è la riqualificazione di capannoni e fabbriche. «Sarebbe gravissimo - spiega il presidente di Favaro Gabriele Scaramuzza - se il Piano non fosse approvato entro i termini. La variante per Campalto è costruita per dare un'intelaiatura urbana alla frazione sulla base di un'aspettativa forte da parte dei cittadini. Auspichiamo che venga approvata quanto prima, altrimenti significherebbe una dimostrazione clamorosa di inefficienza amministrativa. Mi auguro anche che non venga utilizzato, come con il Quadrante di Tessera, il meccanismo capestro della legge 46 la quale prevede - una volta licenziato dalla giunta regionale - che il Piano venga esposto per 90 giorni per le osservazioni. Per la vacatio amministrativa la variante potrebbe decadere».

Marta Artico