Una pista ciclabile «verde» sulla ferrovia per Bassano Tre chilometri tra gli alberi


CHIRIGNAGO.Non una pista ciclabile, ma un parco lineare. Sembra una battuta, in realtà la definizione dei progettisti per la pista ciclabile che dovrebbe sorgere sul sedime della vecchia linea ferroviaria per Bassano, quella che intersecava la Miranese in zona Valsugana, è azzeccatissima: perché non si tratta solo di far correre le biciclette dove sfrecciavano i treni, ma di riqualificare e consegnare alla città una porzione di territorio che finora è stata di fatto invisibile. Il progetto dello «Studio di fattibilità per il recupero funzionale della Valsugana - itinerario n04 del Biciplan» è stato presentato ieri nella sede comunale di villa Ceresa alla Giustizia, illustrato dall'assessore ala Mobilità Enrico Mingardi, dai tecnici, e commentato da Maria Teresa Dini e Andrea Mauceri, presidente della Municipalità di Chirignago-Zelarino e presidente municipale della commissione Lavori Pubblici.
Tracciato.Le Ferrovie hanno dismesso da un pezzo quella tratta. Ecco allora l'idea, che fa seguito alle richieste dei cittadini, di trasformare il tutto in un percorso ciclabile che va dalla zona di Asseggiano più prossima al confine con Spinea fino a via Lombardia circa, in piena Gazzera. Lunghezza totale del tracciato, 3 chilometri e 100 metri. «Abbiamo aperto un confronto con Rfi», spiega Mingardi, «che ovviamente ha tutto l'interesse a cedere il sedime inutilizzato. Speriamo di chiudere la partita in tempi brevi». Una pista, o parco lineare, che taglia in diagonale il territorio assolverebbe a parecchie funzioni, permettendo ad esempio di evitare l'asse di via Asseggiano a chi si sposta in bicicletta. Sul quando si potrà iniziare l'intervento non è ancora possibile fare ipotesi, sul quanto dureranno i lavori invece si. La prima parte, la stabilizzazione del sedime, dovrebbe portare via un paio di mesi, la seconda, la realizzazione del «muro verde» con piante che andrà a sostituire il tradizionale parapetto, cinque mesi, l'ultima, l'allestimento degli impianti tecnologici, dai 6 agli 8 mesi. Operazione importante, con solo la prima fase che verrebbe a costare oltre 500 mila euro. «Ed è per questa ragione che abbiamo optato per una divisione in tranche», spiega Mingardi, «inoltre parteciperanno a bandi regionali per attingere fondi».
Filosofia.Grande attenzione all'ambiente, visto che la decisione di realizzare i parapetti con muri verdi è stata presa anche per le ricadute positive sull'ambiente. La convinzione è quella di poter riqualificare tutta la zona, con un effetto volano di carattere anche economico. Lungo il tracciato, tra le altre cose, è anche previsto un «Bicigrill», area dove fare una sosta e ristorarsi che dovrebbe essere abbellita con una vecchia locomotiva. Il costo è notevole (le altre due tranche di lavori superano complessivamente i 2,3 milioni di euro) ma c'è la volontà di creare un sistema di collegamenti con i Comuni vicini. E c'è anche l'esperienza di quanto succede sulla pista ciclabile della Miranese: il tracciato, realizzato con semplice segnaletica orizzontale, viene percorso ogni giorno da 4.600 persone.

Maurizio Toso