Università, trasloco a metà del 2011


Cantieri del primo lotto conclusi entro la fine del 2010 e la possibilità di veder traslocare i duemila tra studenti e docenti dell'Università di Scienze Naturali, Chimica e Fisica da Santa Marta a via Torino dal secondo semestre 2011, anche se i cantieri non saranno finiti.
Il progetto da 70 milioni di euro della nuova Università di Mestre è stato presentato ieri alle categorie economiche cittadine dagli assessori comunali Bortolussi, Vecchiato e Mingardi, assieme ai piani per la metropolitana di superficie e le aree del Quadrante di Tessera. I lavori del primo lotto (45 milioni di euro per quattro edifici) per i primi quattro edifici del campus universitario di via Torino, ha spiegato l'architetto Giovanna Mar dell'omonimo studio, saranno conclusi entro la fine del 2010. L'edificio «simbolo» dell'Università, dalla forma triangolare e con le pareti nere, è già arrivato al tetto. Mancano all'appello invece parte dei 25 milioni del secondo lotto (per i tre edifici di aule e dipartimenti) ed emerge che Ca' Foscari punta a trasferire dalla metà del 2011 studenti e docenti, circa 2 mila persone, nei quattro palazzi realizzati. Il piano di trasferimento si sta concretizzando ed è ovvio che si punti a liberare Santa Marta per vendere il «cubo» e finanziare l'ultimazione del campus. Altra novità emersa ieri riguarda le stazioni SFMR, illustrate dal dirigente della Regione Stefano Angelini. Si lavora a Gazzera e via Olimpia ma si scopre che la fermata di Carpenedo, prevista a 250 metri di distanza dalla stazioncina di via Trezzo sarà cancellata, annuncia l'assessore Mingardi. Si utilizzerà la vecchia stazione, recuperandola e collegandola alla nuova viabilità di via S.Maria dei Battuti. Infine il Quadrante di Tessera, con le aree dove saranno realizzati il nuovo Casinò e lo stadio e dove arriveranno attività commerciali. La variante, dopo l'ok del Consiglio comunale, è in Regione dal 18 gennaio ed entro 90 giorni sarà definitivamente approvata. L'enorme area di sviluppo vicino all'aeroporto non rientra negli interventi di sviluppo di Mestre su cui la giunta Cacciari concerterà con la Confcommercio nazionale lo sviluppo commerciale, secondo l'intesa firmata a novembre da Cacciari e Sangalli e che muove ora i primi passi operativi. Per ovviare, il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che prevede di sentire anche le categorie economiche cittadine che ieri hanno chiesto un nuovo incontro con la giunta sui problemi della mobilità cittadina e per avere un quadro d'assieme dei vari interventi.

Mitia Chiarin