In archivio l'inchiesta sul quarto ponte

Il procuratore aggiunto Carlo Nordio ha firmato, nei giorni scorsi, la richiesta di archiviazione per le indagini sul ponte di Calatrava. Il ponderoso fascicolo arriverà all'Ufficio del giudice delle indagini preliminari, dove un magistrato valuterà le tesi della Procura per decidere se accoglierla o se imporre il capo d'imputazione per i due indagati. La terza via potrebbe essere quella di chiedere ulteriori accertamenti o consulenze tecniche.
L'indagine vedeva indagati per abuso d'ufficio gli ingegneri del Comune Roberto Scibilia e Salvatore Vento, che non dovrebbero subire conseguenza, visto che gli accertamenti della Guardia di finanza disposti dalla Procura hanno esito negativo. L'inchiesta era stata avviata dall'altro procuratore aggiunto, Carlo Mastelloni, che l'aveva aperta sulla base di una prima relazione giunta sul suo tavolo, quella dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, da Roma, poi era arrivato un secondo incartamento. A questi primi atti si era aggiunta la documentazione trasmessa dalla Procura regionale presso la Corte dei Conti, che stava ormai lavorando da mesi per un presunto danno erariale patito dalla pubblica amministrazione a seguito della lievitazione dei costi per la realizzazione del quarto ponte sul Canal grande progettato dall'architetto catalano.
Il giudice Mastelloni, inoltre, aveva affidato all'ingegnere fiorentino una consulenza tecnica. Nel frattempo il fascicolo era passato al collega Nordio, che a sua volta aveva incaricato le «fiamme gialle» veneziane di compiere accertamenti per quanto riguarda l'iter amministrativo, dall'affidamento dell'appalto in poi. Sul registro degli indagati erano finiti gli ingegneri Scibilia e Vento, che per conto del Comune si erano susseguiti nel ruolo di responsabili del procedimento. Quando il progetto aveva mosso i primi passi assessore ai lavori pubblici era l'avvocato Marco Corsini.
Ben diverse, invece, potrebbero essere la conclusioni alle quali giungerà il procuratore presso la Corte dei Conti Carmine Scarano. Nella relazione dell'Autorità romana di vigilanza sui contratti pubblici veniva soprattutto censurato l'iter amministrativo scelto per affidare i lavori, dalla gara d'appalto alla fornitura ad una seconda ditta, dal progetto esecutivo dell'architetto Calatrava alla mancata rescissione del contratto da parte di Ca' Farsetti. La procura della Repubblica avrebbe naturalmente preso in esame questi aspetti e, pur valutando criticamente le scelte, non avrebbe trovato elementi di reato da contestare ad amministratori o tecnici. (g.c.)