Il professore ha pedalato per 20 mila chilometri


Sotto le finestre del suo predecessore non è arrivato con ori o preziosi, ma con una bicicletta carica di bisacce che, per oltre 7 anni, è stata la sua casa e la sua compagnia. Ma non solo: alla Corte del Milion, davanti alla casa di Marco Polo, il ciclista canadese Graydon Hazenberg ieri è arrivato con il sorriso di chi è riuscito a percorrere un sogno fino in fondo. Una pedalata durata 20 mila chilometri attraverso l'intero continente Euroasiatiaco seguendo il tracciato dell'antica Via della Seta in sella a una bicicletta di 30 chili e con 40 chili di bagaglio.
Tenda, indumenti per ogni evenienza, una piccola chitarra «da viaggio» per distrarsi un po' e un libro con l'opera completa di William Shakespeare: questo il suo carico per ripercorrere, a ritroso, il viaggio che l'esploratore Marco Polo intraprese alla fine del 1200. Graydon Hazenberg - insegnante di matematica - l'ha fatto, seppur con un inconveniente di percorso: la febbre reumatica. Ora ha 41 anni, ma potrebbe averne benissimo 33, l'età che aveva quando ha deciso di «prendere e partire».
In Canada, Graydon Hazenberg ha lasciato una fidanzata paziente almeno quanto la Penelope di Ulisse. E' partito da Xi'an, l'antica capitale della Cina, nel 2002 e dopo un inizio perfetto, che gli ha consentito di percorre 3500 chilometri in sole cinque settimane, una grave forma di febbre reumatica lo ha costretto a lasciare la bici a Urumqi e tornare in Canada per una convalescenza di oltre sei mesi. Nel 2004 si è ripreso la bici a Urumqi ed è partito verso le ex repubbliche sovietiche del Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Uzbekistan e Turkmenistan per arrivare fino a Teheran.
Dopo alcuni anni di lavoro, perché i soldi erano finiti, nel luglio del 2009 è tornato a Teheran, ha raggiunto Bushehr sul golfo Persico e si è poi diretto in Azerbaijan, attraversando la Georgia, l'Armenia e il Nagorno-Karabakh fino ad arrivare al porto di Ayas, in Turchia, puntare ai Balcani per arrivare a destinazione: la casa natale di Marco Polo.

Silvia Zanardi